La contestata riforma fiscale promossa dal Presidente degli Stati Uniti Donald Trump è stata finalmente approvata dalla Camera dei Rappresentanti e dal Senato, e rappresenta la prima grande vittoria legislativa dell’Amministrazione insediatasi il 20 gennaio scorso, dopo i ripetuti e falliti tentativi di abolire e rimpiazzare l’Affordable Care Act (meglio noto come Obamacare).

Proprio questa riforma fiscale, però, affossa nei fatti l’impianto della riforma sanitaria voluta da Barack Obama, in vigore dal 2010, privandola di significato. Lo stesso Trump, infatti, si è affrettato a sottolineare:

«Il mandato individuale viene qui abrogato, e abrogare il mandato individuale significa abrogare l’Obamacare, perché riceve soldi dal mandato individuale. In questo progetto di legge, dunque, non abbiamo solo massici tagli delle tasse e una riforma del fisco, ma abbiamo anche sostanzialmente abolito l’Obamacare e al suo posto ci inventeremo qualcosa di molto meglio».

Il cosiddetto individual mandate, componente chiave dell’Obamacare, impone una penale a coloro che si rifiutano di comprare un’assicurazione sanitaria. L’idea di tale misura era quella di spronare gli americani più giovani e in salute a sottoscrivere un’assicurazione, in modo da stabilizzare il mercato. Entrata però in vigore la nuova riforma fiscale, questa penale cesserà di esistere a partire dal 2019.

Le conseguenze saranno significative. L’indipendente Congressional Budget Office (CBO) stima che l’eliminazione dell’individual mandate ridurrà il deficit di 338 miliardi di dollari lungo i prossimi dieci anni. Allo stesso tempo, tuttavia, il CBO mostra come questo provvedimento farà aumentare il numero di americani privi di assistenza sanitaria di quattro milioni nel 2019 e di tredici milioni nel 2027. Ciò contribuisce ad accrescere le proteste di quanti già considerano questa riforma fiscale un regalo ai ricchi e alle grandi corporations.

 

di Lorenzo Amarotto

Commenti