La decisione del presidente Trump di spostare l’ambasciata statunitense da Tel Aviv a Gerusalemme ha scatenato un grande dibattito in tutto il mondo. Molti alleati degli USA come la Germania, la Francia e la Gran Bretagna si sono espressi contrari alla decisione di Trump.

La questione ha raggiunto infine il Palazzo di Vetro per essere risolta. L’Organizzazione delle Nazioni Unite possiede infatti due organi decisionali: il Consiglio di Sicurezza e l’Assemblea Generale.

Il CdS è composto da 5 membri permanenti dotati di diritto di veto, Stati Uniti, Russia, Cina, Regno Unito e Francia e 10 membri eletti dall’assemblea generale ogni 2 anni. È opportuno ricordare che solo le decisioni prese dal Consiglio sono di natura vincolante per tutti gli stati membri. Pochi giorni fa è stata presentata una risoluzione al Cds dell’Onu per contrastare la scelta di Trump secondo cui

«le decisioni e azioni che pretendono di alterare lo status della Città Santa di Gerusalemme non hanno alcun effetto giuridico, sono nulle e devono essere annullate in conformità con le pertinenti risoluzioni del Consiglio di Sicurezza Onu».

Il risultato è stato di 14 voti favorevoli e uno contrario, degli Usa che hanno deciso di utilizzare il loro diritto di veto, annullando la risoluzione.

All’Assemblea Generale (composta da un rappresentante di ogni stato membro e che rilascia delibere dal valore simbolico) un’analoga risoluzione è stata sottoposta. Prima del voto, l’ambasciatrice statunitense all’Onu Nikki Haley, si è espressa con toni minacciosi annunciando che «prendermo i nomi di chi voterà contro di noi».

Questi recenti avvenimenti hanno spinto l’ex ambasciatore Nicholas Burns a definire la condotta della sua omologa all’Onu e del presidente Trump come un «imbarazzante spettacolo della diplomazia statunitense». Nelle loro azioni si nota infatti un’eccessiva spregiudicatezza e disinteresse verso le opinioni di ogni altro paese al mondo, che sia questo loro alleato o nemico. Ma quando si parla di Israele, la storia ci mostra che il comportamento degli Stati Uniti è sempre stato così.

Era il 1970 quando gli Stati Uniti posero il veto su una risoluzione del Consiglio di Sicurezza che intimava a Israele di cessare le aggressioni al confine libanese. Da questo momento in avanti, nonostante si siano succeduti differenti governi, gli Stati Uniti hanno posto il veto su ogni risoluzione del CdS contro Israele, per ben 42 volte con un’unica eccezione. Questa è avvenuta nel 2016, dopo la vittoria di Trump ma prima del suo insediamento, l’unica volta in cui sia mai stata approvata una risoluzione che condannava Israele.

Il Consiglio di Sicurezza è L’organo responsabile del mantenimento della pace e della sicurezza internazionale. L’ultimo veto statunitense va evidentemente a discapito della risoluzione del conflitto tra Israele e Palestina, anzi, lo aggrava andando incontro a ciò per cui tale Consiglio è stato creato: il mantenimento della pace.

di Costanza Gabellini

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