Sarebbe interessante sapere secondo il sottosegretario Boschi che in cosa consistano le pressioni, quelle stesse che lei nega incessantemente e con tanta convinzione di aver esercitato per l’acquisizione da parte di Banca Etruria, primo fra tutti sull’AD di Unicredit, Federico Ghizzoni. Eppure se lei minaccia di querela De Bortoli per aver scritto che la stessa avrebbe chiesto a Ghizzoni di valutarne l’acquisizione, evidentemente per prima si sente offesa, come se qualcuno avesse messo in discussione l’allora Ministro. Accertato, a sua ammissione, che più volte lo incontrò per discutere nel merito della possibile acquisizione e che non lo fece per delega del ministro Padoan, lei che non ha un ruolo istituzionale nella vicenda, a che titolo si sarebbe liberamente attivata per promuovere la suddetta acquisizione?

Come riportato dal Giornale dalla fine del 2013 Banca Etruria avvia la ricerca di un partner per sistemare le proprie finanze, impresa forse titanica, visto il bilancio che fa scartare l’ipotesi a partire da Unicredit di Ghizzoni, poi alla Banca Popolare dell’Emilia-Romagna e altre 25; resta solamente la Popolare di Vicenza con cui per forza di cose si avviano le trattative nel 2014, ma concluse poco dopo dallo stesso Gianni Zonin: qui la Boschi esprime le sue preoccupazioni al presidente della Consob, Giuseppe Vegas. Preoccupazioni? Di sicuro Boschi aveva mostrato un interessamento poco naturale per il suo ruolo istituzionale, molto invece per la posizione di suo padre. Non era materia di sua competenza, ordini non ne avrebbe potuti dare, qualche pressione sì.

Ma la situazione si fa più interessante quando interviene nella vicenda Mediobanca, alla ricerca di un acquirente: 86 banche sono individuate, tra cui le precedenti Unicredit e BPER che ovviamente, come in precedenza, rifiutano. Intervengono a questo punto perfino i fedelissimi della cerchia renziana: Graziano Delrio e Marco Carrai, per sollecitare non l’acquisizione, ci mancherebbe, solo una risposta! Ma che interesse potrebbero avere tutti questi personaggi, a partire dall’ex Ministro, nel salvataggio di una modesta Banca? Che interesse potrebbe esserci a premere per l’acquisizione di una banca se non per le sanzioni milionari erogate, tra gli altri, al padre Boschi?

È interessante la riflessione su cosa debba intendersi per pressione a questo punto: Quindi Ghizzoni conferma di aver incontrato Maria Elena Boschi per l’acquisizione di Banca Etruria, senza ordini espliciti, ma allora se nega anche le pressioni come possiamo definire la sua azione? Ha negato ad oltranza le pressioni, ma se si è spesa tanto e non ha obbligato nessuno, il suo ruolo nella vicenda è difficile da spiegare.

 

di Giulio Sibona

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