Una delle basi fondanti dello Stato, anche riconosciuta dal diritto internazionale, è ovviamente la popolazione; solo che in Italia è sotto gli occhi di tutti che ci siano degli evidenti problemi: gli italiani stanno aumentando in misura ragguardevole la speranza di vita massima, ma rinunciano sempre più a fare figli. Le ragioni sono molteplici, volontarie e non, e sta al Governo trovare delle soluzioni efficaci. Secondo i dati ISTAT  le donne fanno poco più di un figlio a testa, non servono troppi calcoli per capire il declino che abbiamo intrapreso da lungo tempo e che si è intrecciato con la crisi economica.

Le soluzioni del Governo però vanno commisurate al problema e, siccome non è una novità ma un trend negativo che ci accompagna da anni, anche prima dell’inizio crisi del 2008, serve una decisa riforma strutturale per aumentare le nascite. Nel 2014 la risposta data nella legge 190 si chiamava bonus bebé, che avrebbe dovuto indurre l’aumento con un bonus di 80€ per la natalità e le spese di sostegno nel triennio 2015-17, che sarebbe stato pure raddoppiato se l’ISEE non avesse superato i 7.000€.

Sembra che quindi ci sia stato un impegno da parte del Governo verso le famiglie, tuttavia 80€ al mese assomigliano molto più a un micro intervento emergenziale, a fronte di una situazione che è invece endemica e necessita pertanto di un intervento profondo e su vasta scala, quale questo evidentemente non è; perciò il governo aveva promesso che si sarebbe adoperato per trasformare questo piccolo beneficio in una architettura rimodulata sul piano finanziario, ma strutturale. Sul sito UIL addirittura veniamo a sapere che l’intervento nel 2018 verrà dimezzato e ridotto solo fino a un anno del bambino.

Insomma il Governo sembra aver operato una misura solamente temporanea, assolutamente inefficace che rivela la mancanza di interesse per una questione che evidentemente è totalmente sottovalutata: non solo tradisce le famiglie, ma con esse anche l’intero Paese, che non riesce più a continuare sé stesso e dimostra pure miopia sulla crisi economica dalla quale non si può uscire senza una popolazione giovane e pronta al lavoro. Di questo passo si continuerà a caricare sui lavoratori anziani appesantendo ulteriormente la crisi.

 

di Giulio Sibona

Commenti