In Siria, all’ombra di Mosca, Washington e delle potenze regionali come Riad, Istanbul e Teheran, un altro importante protagonista ha svolto un ruolo essenziale nella sconfitta dello Stato Islamico e nel consolidamento della Repubblica Araba Siriana minacciata dalle interferenze occidentali, si tratta di Hezbollah. Oggi i miliziani sciiti libanesi sembrano essere sulla strada per diventare una presenza di primo piano nella regione, che non deve invidiare gli attori statali per quanto riguarda influenza politica e capacità militari.

Hezbollah, partito sciita libanese, dotato di proprie forze militari, è generalmente definito come organizzazione terroristica da Israele e dagli Stati Occidentali. Tale definizione sicuramente coglie la paura che questi miliziani instillano a Tel Aviv e nelle capitali alleate, ma non descrive minimamente le capacità operative di questa organizzazione, dimostrate e affinate in ormai 6 anni di guerra siriana.

Prima della guerra contro lo Stato Islamico e le varie milizie jihadiste, l’ultima prova bellica di Hezbollah è stata la guerra contro Israele nel 2006. Questo conflitto, nelle intenzioni israeliane, britanniche, americani e di diversi Paesi sunniti doveva essere l’occasione definitiva con cui Hezbollah sarebbe stato cancellato come soggetto politico influente e come minaccia militare.

In un mese di aspri combattimenti si è scoperto che nonostante il controllo dei cieli e l’invasione terrestre da parte dell’IDF, Hezbollah non poteva essere facilmente sconfitto e così si giunse in maniera definitiva a un cessate il fuoco. Si trattò di una vittoria strategica per i miliziani sciiti. Israele e i suoi alleati se lo ricordano e a preoccuparli è il fatto che oggi Hezbollah abbia incrementato ulteriormente le proprie capacità belliche, al punto da essere paragonabile ad un esercito regolare. La conferma giunge dal fatto che anche l’ex capo dell’Intelligence e attuale comandante del Comando settentrionale israeliano, Magg. Gen. Aviv Kochavi, non descrive più Hezbollah come un’organizzazione terroristica.

Oggi Hezbollah può contare su circa 15000 combattenti attivi, una riserva formata da altre decine di migliaia di militanti, distribuiti su circa 150 basi concentrate soprattutto nel Libano meridionale.

Tuttavia a preoccupare lo Stato Ebraico è soprattutto l’arsenale missilistico in mano al Partito di Dio. Secondo Kochavi si tratta di più di centomila missili che rappresentano una minaccia per Israele, tra cui missili che trasportano testate dal peso di mezza tonnellata di materiale esplosivo, in aggiunta ad altri missili che ne portano fino a 900 kg.

Nello specifico i miliziani sono in possesso di missili a corto raggio con una gamma fino a 15 km, “Grad” da 122 millimetri con un raggio compreso tra 15 e 22 km, missili “Fajr” con oltre 43 chilometri, missili “Frog 7” fino a 70 km, razzi da 220 millimetri con una gamma di 70 chilometri, missili “SS-21” con una gamma fino a 70 km, missili M-302 con gittata oltre 110 chilometri, missili “ESR-250” con oltre 240 chilometri, “Scud C” con un raggio che varia tra i 300 e i 500 km, e “Scud D” che vanno fino a 700 Km.

A ciò si aggiunge una sempre più sofisticata difesa aerea, composto da missili Strela, Igla e Stinger a cui oggi si aggiungono i sistemi russi di difesa aerea del tipo SA-17. Di converso non mancano centinaia di aerei senza pilota.

Si tratta di equipaggiamenti e strumenti capaci di rinnovare completamente le capacità difensive ed offensive di Hezbollah, le informazioni raccolte nel 2006 da Israele potrebbero tratteggiare un profilo inutile in quanto non corrispondente alla realtà attuale.

Le analisi israeliane sono molto accurate, ma hanno ignorato il fattore più importante alla base della potenza di Hezbollah, proprio quello grazie a cui fu possibile resistere ad un esercito incredibilmente superiore per uomini e mezzi nel 2006: la legittimazione politica.

Hezbollah è un Partito animato da una grande fede religiosa e politica, con una leadership salda, preparata e selezionata nel corso degli anni, che è stata in grado di mettere in piedi una rete di assistenza sociale alternativa rivolta a tutte le componenti etniche e confessionali, che ha scavalcato in efficienza il corrotto stato libanese da anni fantoccio di USA e Riad. Hezbollah in questi anni ha dimostrato col suo operato militare, in Siria e al confine israeliano di essere la migliore garanzia della sovranità libanese contro le ingerenze e le mire straniere.

Oggi i libanesi, umiliati dalle dimissioni del proprio primo ministro da Riad, dall’inefficienza statale dilagante, vedono riconfermato Hezbollah come baluardo di libertà e indipendenza. Il sostegno popolare è la base della potenza e della legittimazione delle milizie di Nasrallah, se si vogliono creare le basi di un dialogo costruttivo è ora di legittimare questo attore, smetterla di ridurlo a banda terroristica e porlo al tavolo delle discussioni.

 

Di German Carboni

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