Solo quattro bambini morti ogni mille nuovi nati. È questo il nuovo, incredibile traguardo del sistema socio-economico cubano, che pone così l’isola caraibica al livello di “giganti” del settore, come Svizzera e Norvegia. Che la cura per la sanità dei cittadini fosse ben diffusa a Cuba, è fatto noto; ma non si può guardare a questo dato, senza osservare la situazione nel resto del Sud America e del Terzo Mondo, di cui Cuba per lungo tempo ha fatto parte. Moltissimi neonati, infatti, non riescono a superare i primi giorni di vita, addirittura la prima settimana; e in generale, le condizioni si vita in paesi come la Colombia o la Nigeria sono estremamente inferiori a quelle che si registrano nella Cuba dei Castro. E si parla, a ogni modo, di un’isola che subisce da decenni un impietoso embargo da parte statunitense, che non fa sconti a nessuno.

Merito, senza dubbio, dello stato di benessere costruito nel corso degli anni, soprattutto dalla forte presenza dello Stato nei settori vitali dello sviluppo nazionale. I paesi occidentali, che smantellano senza alcuna pietà sanità e benessere (in primis l’Italia), avrebbero molto da imparare, in tal senso. Se un’isola da pochi milioni di abitanti, infatti, riesce ad assicurare ai suoi cittadini una vita degna di questo nome, figurarsi di quel che possono le potenze occindetali.

Di Giuseppe Cammarano

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