Il segretario per gli affari esteri degli Stati Uniti Tillerson ha ripercorso le questioni affrontate dal suo ufficio e dal suo staff. Tillerson non esita a descrivere tutte le situazioni più delicate come delle vere e proprie sfide per la diplomazia a stelle strisce, dall’affare nordcoreano ai rapporti diplomatici con la Russia l’équipe del suo ufficio e i rappresentanti degli USA all’estero sono stati in grado di sfoggiare l’ inconfondibile stile diplomatico made in the U.S.. Ad ogni modo, vedendo i risultati che hanno portato c’è da chiedersi se il delicatissimo tocco americano sia proprio quello che ci vuole, perché non è stato in grado di essere conciliatorio né risolutivo.

Il modo con cui si sta provando a risolvere la crisi diplomatica con la Corea del Nord (che non si è ancora tramutata in conflitto, anche se ce la si sta mettendo tutta) è uno degli esempi più evidenti. L’ isolamento economico e politico a cui gli Stati Uniti hanno condotto Pyongyang è la causa diretta della corsa al nucleare. Kim Jong-un benché sia giovane non è uno sprovveduto, ha imparato dall’epilogo di Saddam e ha deciso di dotarsi di un’assicurazione. Il bottone per il lancio delle testate atomiche sulla scrivania del leader socialista è una diretta conseguenza dei delicati tempi che si stanno vivendo e l’ affermazione che il pulsante di Trump sia più grosso non fa altro che mettere benzina sul fuoco. La posizione statunitense è chiarissima, senza uno stop al nucleare non ci sarà nessuna trattativa.

L’unico stato che non ha chiuso completamente le porte a Pyongyang è la Cina, benché anche Pechino abbia dei rapporti limitati con Kim. Tillerson biasima questa posizione intermedia e auspica che il presidente cinese Xi Jinping possa usare la sua influenza per convincere la Nordcorea a interrompere la sua corsa agli armamenti. In aggiunta si fa anche riferimento alla polveriera del mar della Cina, spazio navale in cui anche Washington ha i suoi interessi e si preoccuperà di difenderli.

Questi sono solo alcuni esempi della linea dura scelta da Rex Tillerson, che francamente non sta dando molto frutti tranne l’esacerbazione dei dialoghi diplomatici e l’accelerazione verso un possibile conflitto che giorno dopo giorno sembra sempre più concreto. Che il fare del pistolero ormai non sia più utile è un fatto assodato, ma si riuscirà a capirlo in tempo?

 

Di Ivan Pavani

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