Israele si sta isolando sempre di più. Le manovre del governo hanno isolato e posto in essere sanzioni contro associazioni come la CODEPINK, nate per l’uguaglianza sociale. Israele ha infatti decretato una sorta di blacklist che comprende alcune associazioni non governative, portandosi su posizioni che assomigliano alla triste memoria dell’apartheid. Secondo Ariel Gold, direttrice nazionale di CODEPINK, questa black list sarebbe contraria ai valori ebraici ed ai principi della democrazia. Difatti, egli non intende rinunciare alla lotta contro queste politiche discriminatorie.

La lista dei 20 gruppi messi fuori legge è stata pubblicata domenica dal ministro degli affari strategici che segue l’iter legislativo di marzo 2017 che vieta ai sostenitori di entrare nel paese.

«Ci siamo spostati dalla difesa all’offesa», ha affermato il ministro degli affari strategici Gilad Erdan. «Le organizzazioni di boicottaggio devono sapere che lo Stato di Israele agirà contro di loro e non permetterà  loro di entrare nel suo territorio per danneggiare i suoi cittadini».

Oltre a CODEPINK, i gruppi (con sede negli Stati Uniti) presenti nell’elenco includono: l’American Friends Service Committee (AFSC), vincitore del premio nobel per la pace; American Muslims for Palestine (musulmani americani per la Palestina; Jewish Voice for Peace (JVP, Voce ebraica per la pace); Studenti Nazionali per la giustizia in Palestina e la Campagna americana per i diritti palestinesi.

Tra le organizzazioni europee invece figurano: War on Want e la Campagna solidale per la Palestina..
Secondo Rebecca Vilkomerson, direttrice di JVP, questo crescendo israeliano

«è sconcertante ma non sorprendente, vista l’ulteriore erosione delle norme democratiche e l’ansia crescente riguardo al potere del BDS come strumento di rivendicazione della libertà. I membri del JVP ora si stanno unendo ai palestinesi così come ad altri musulmani di tutto il mondo, persone di colore e altri attivisti a cui è vietato spesso l’ingresso».

Non sembrano politiche pacifiche, tutt’altro quelle messe in atto dal Governo israeliano.

 

di Valentino Quintana

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