Sulle pagine virtuali di “Sulla Linea” si è già trattato, in passato, del nuovo corso politico di Pietro Grasso e della sua nuova creatura, Liberi e Uguali. È giunto il momento di parlarne di nuovo, trattando brevemente delle affermazioni fatte dal Presidente della Camera, che confermano i dubbi già espressi da buona parte dell’opinione pubblica italiana.

Grasso ha toccato l’argomento delle tasse universitarie, problematica di prim’ordine in un contesto, il nostro, dove ci si occupa sempre meno dell’istruzione, e dove chi è meno abbiente si trova sempre più spesso nella condizione di dover mettere da parte lo studio. E la proposta di Liberi e Uguali sembrerebbe molto conveniente per incontrare questa grande carenza del nostro Paese: abolizione delle tasse universitarie. E il dibattito si accende, tra le varie fazioni della politica italiana; ma le accuse lanciate non sembrano avere alcun reale fondamento, con la sola funzione di distogliere l’attenzione dalla verità dei fatti. Pietro Grasso sta tentando di tirare fuori un asso nella manica in vista delle elezioni del 4 Marzo. Un gioco vecchio, il suo, ma che inserito nell’attuale situazione della politica italiana (non certo florida) si rivela potenzialmente molto efficace.

Innanzitutto, c’è da constatare (per quei pochi che non l’abbiano già fatto) che chi oggi promette abolizioni di tasse, ieri si rendeva complice del Jobs Act e della “Buona Scuola”. In secondo luogo, prestare ascolto alla canea mediatica vuol dire fare il gioco del potere: per decenni gli studenti hanno lottato per ottenere delle migliori condizioni di studio; con tutta l’attenzione mediatica spostata su Grasso, allora, come si fa a pensare che si tratti di parole spese in buona fede? Non è un’accusa fatta alla persona o al gruppo politico in sé, ma bensì una considerazione. La Destra e la Sinistra, da basi diverse, si muoveranno sempre in modo molto simile tra loro, ed è importante sapersi districare nel groviglio creatosi.

di Giuseppe Cammarano

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