Il Ministero della difesa russo dichiara che sabato scorso uno sciame di piccoli velivoli senza pilota (UAV) ha attaccato la base aerea russa in Siria di Hmeymim e il centro logistico di Tartus; il Ministero stesso ha fornito parecchi dettagli spiegando che i dispositivi sarebbero stati costruiti con l’aiuto di un paese sviluppato, di cui non è riportato il nome, equipaggiati di un GPS avrebbero volato per una cinquantina di km, ma la loro autonomia può arrivare ad un centinaio.

Come riporta un comunicato del Ministero, i sicurezza russi, gli EW, hanno respinto con successo l’attacco senza riportare alcun danno: ciò che stupisce è che è il primo assalto organizzato ed automatizzato contro una base militare fissa. Alcuni sono esplosi all’impatto col terreno, mentre gli altri sono stati recuperati fornendo importanti informazioni.

Gli ingegneri russi hanno studiato i dispositivi e i dati registrati che hanno fornito indicazioni sulla base di lancio, e quindi sulla gittata degli stessi, nonché sul grado tecnologico: sembra che si trattasse di droni fatti in casa, gli stessi usati diverse volte dall’ISIS, che tuttavia portavano tecnologie più difficili da reperire come trasduttori di pressione e servo-attuatori per l’altitudine. Quindi queste tecnologie sono più facilmente accessibili, non più esclusiva statale e c’è una seria minaccia di attacchi con sciami UAV.

di Giulio Sibona

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