La questione dell’immondizia nelle grandi città come Roma o Napoli riveste un ruolo di primo piano nello spazio mediatico nostrano. In particolare, la giunta Raggi, che in vista delle elezioni comunali fece di quest’annosa questione un vero e proprio cavallo di battaglia, non si dimostra capace di risolvere il problema. Piovono così le accuse, lanciate, peraltro, anche da chi ha amministrato in passato la Capitale. E con Napoli le cose non cambiano: siamo ormai abituati, sugli schermi, a vedere le immagini di una città devastata e prostrata dall’incuria e dal malgoverno, con buche nelle strade e immondizia a ogni angolo. È naturale, dunque, che la maggior parte della popolazione italiana si ritrovi ad accostare il Sud e Roma ad immagini tristi e decadenti.

Ma buona parte dei media, che si sono dimostrati così efficienti (anche più del dovuto) nel denunciare le problematiche, pur pesanti, delle due città, sembrano trascurare Milano. Le periferie del capoluogo lombardo sono cosparse di discariche a cielo aperto: materiali edili, cianfrusaglie e quant’altro abbondano; e la situazione è così drastica da aver costretto le autorità a servirsi di un sistema di telecamere per sorvegliare le zone di scarico, che arrivano a più di mille. La lontananza dal centro urbano, la scarsa illuminazione, e la poca cura generale, hanno favorito lo sviluppo di una situazione non certo rosea. Ma pochi se ne occupano, giacché, tralasciando i vecchi cori leghisti, si è preferito concentrarsi sulla sporcizia nel Meridione e a Roma. La radice di tutti gli stereotipi va ricercata qui: i problemi nel resto d’Italia non vanno occultati, ma è un gravissimo errore evidenziarli più del dovuto e anzi utilizzarli per “nascondere” il fatto che anche Milano, città settentrionale apparentemente moderna e prospera, si ritrova a dover affrontare l’emergenza rifiuti.

Di Giuseppe Cammarano

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