Un ambiente meticolosamente studiato ha fatto da cornice al discorso d’inizio anno del Presidente cinese Xi Jimping, a dimostrazione del fatto che spesso “un’immagine vale più di mille parole”. Alle spalle del Presidente, infatti, libri e fotografie richiamano l’identità della Cina contemporanea e toccano molti temi trattati dallo stesso Xi nel suo discorso, che si è soffermato su quanto realizzato da Pechino nel 2017 e sui progetti per il 2018.

Xi Jimping ha cominciato richiamando il XIX Congresso del Partito Comunista Cinese svoltosi in ottobre. «Abbiamo intrapreso un nuovo viaggio per costruire una moderna Cina socialista» ha detto il Presidente. Sottolinea Giorgio Cuscito di Limes: «Il motto di Xi “andare avanti senza dimenticare l’intenzione originale” pone la sovranità del Pcc come pilastro dell’ascesa della Cina a superpotenza. Nella convinzione che, senza la guida del Partito (di cui Xi è considerato il “nucleo”), il paese possa crollare sotto il peso delle prove economiche e sociali che sta affrontando».

Il Presidente è infatti subito passato all’economia, illustrando come il PIL cinese abbia raggiunto gli 80 trilioni di yuan (12,3 trilioni di dollari) e come durante l’anno siano stati creati 13 milioni di posti di lavoro. Dalla crescita economica della Cina dipende infatti anche la stabilità interna e non sono casuali alcuni testi in bella vista nell’ufficio di Xi, come Economia Ecologica, Capitale e collusione: la logica politica dello sviluppo economico globale; I soldi cambiano tutto; I teorici della crescita economica da David Hume al presente: con una prospettiva sul prossimo secolo; Il rinoceronte grigio: come riconoscere e agire ai pericoli ovvi che ignoriamo.

Xi ha quindi voluto trattare dello stato del welfare. «Il nostro sistema di previdenza sociale copre oggi più di 900 milioni di persone – ha sottolineato – e un miliardo e trecentocinquanta milioni sono coperte da un’assicurazione sanitaria di base». Nonostante i miglioramenti della qualità della vita, tuttavia, per Xi il lavoro è ancora lungo. Ammette infatti: «Abbiamo avuto molti successi, ma anche un po’ di difficoltà e problemi. I nostri sforzi per il miglioramento del benessere delle persone non sempre sono stati soddisfacenti». Anche in questo caso, le fotografie nello studio che ritraggono il Presidente assieme ad abitanti della Cina rurale sono intese ad evidenziarne la vicinanza alle fasce più basse della popolazione.

Xi è poi passato in rassegna dei progressi nella ricerca scientifica e nell’innovazione tecnologica, menzionando tra le altre cose il varo della prima portaerei costruita in Cina. L’ascesa militare della Repubblica Popolare è un altro aspetto centrale: “La riforma dell’Esercito Popolare di Liberazione ha accelerato il suo processo di modernizzazione e allo stesso tempo ha permesso al presidente di rafforzare il controllo sui gangli delle Forze armate” (Limes). E non è un caso che fra gli scaffali campeggi una copia dell’opera capitale di Carl von Clausewitz, Della Guerra.

La parte finale del discorso è stata invece dedicata alle cose da attuare nel futuro, tanto in campo interno, con l’implementazione delle direttive del XIX Congresso, quanto in campo estero: il Presidente Xi ha infatti ribadito la volontà della Cina di essere un “responsible stakeholder” a livello globale e un custode dell’ordine internazionale, cercando di prendere la palla al balzo a fronte delle chiusure protezionistiche e delle abdicazioni degli Stati Uniti di Donald Trump. «In qualità di grande paese responsabile – ha chiarito Xi – la Cina deve far sentire la propria voce. La Cina tutelerà fedelmente l’autorità e lo status delle Nazioni Unite, e manterrà fede alla sua necessaria responsabilità e ai suoi doveri negli affari internazionali. La Cina onorerà le sue promesse nel contrasto ai cambiamenti climatici e proseguirà energicamente nella costruzione della “Belt and Road Initiative”. La Cina agirà da costruttore di pace mondiale, contribuirà allo sviluppo globale e sarà paladina dell’ordine internazionale».

di Lorenzo Amarotto

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