Uno dei motivi per cui sono famosi gli Stati Uniti è la mancanza di tutela universale del diritto alla salute: chi ha ingenti disponibilità economiche può permettersi le cure migliori, gli altri sono lasciati con prestazioni al di sotto di quella che in Occidente potremmo definire “civiltà”. A dimostrarci la noncuranza e la negligenza  un caso a Baltimora dove una donna che non poteva pagarsi le cure è stata lasciata una notte per strada al freddo: la temperatura era attorno allo 0, lei vestita col solo camice ospedaliero, il tutto ripreso con un telefono.

Le immagini sono state riprese dallo psicoterapeuta Imanu Baraka che, fuori dall’University of Maryland Medical Center, sconvolto di vedere questa donna solo in calze, camice e il braccialetto ospedaliero, non ha potuto far altro che riprendere la scena per dar testimonianza alla sua sofferenza. Di questa donna sappiamo solo che ha 22 anni e soffre di problemi mentali.

Sono anche prontamente arrivate le scuse del presidente e AD dell’ospedale, Mohan Suntha, che si è assunto pienamente la responsabilità dell’accaduto, definendolo un caso isolato, e ha denunciato la mancanza di umanità e compassione del personale alle dimissioni.

Si riapre così il dibattito sull’assistenza medica a chi non può pagarsi o l’assicurazione medica o generalmente le cure: secondo una legge del 1986 comunque non si possono negare le cure anche ad un paziente che non potrebbe permettersele. Tuttavia ancora negli ultimi anni gli Stati Uniti hanno assistito a scene disumane come un paraplegico che si è trascinato per terra fuori da un ospedale che ha dovuto poi risolvere il caso pagando un milione di dollari. Forse gli Stati Uniti saranno politicamente una democrazia riuscita, forse avranno uno spiccato senso missionario nell’abbattimento delle tirannie mondiali, ma il funzionamento dei servizi fondamentali va rivisto.

 di Giulio Sibona

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