Durante il suo volo alla volta del Cile, Papa Francesco ha scambiato qualche parola con i giornalisti presenti, mostrando loro una foto di un bambino a Nagasaki che sta portando il fratellino morto al crematorio, accompagnandola da una dichiarazione che ha subito fatto il giro del mondo: “Ho paura di una nuova guerra nucleare”.

A suo dire, basta un incidente diplomatico perché la minaccia dell’uso del nucleare per annientare il paese nemico diventi reale.

Probabilmente il pontefice sta seguendo con apprensione lo scambio di battute e di tweet tra il Presidente Usa e quello della Corea del Nord. È di qualche settimana fa la dichiarazione di Kim “ho il pulsante nucleare sulla scrivania” e la rapida replica di Trump “Il mio bottone è più grosso del tuo”. Sembra di assistere a Colorado o a qualche scambio di battute tra comici, eppure le dichiarazioni provengono da due Presidenti, di cui uno del Paese più importante del mondo. Ci si aspetterebbe altro da due leader, eppure sembra che ormai il mondo sia nelle mani di persone folli e con sete di potere e di potenza.

Nell’intervista a Papa Francesco sono emerse parole importanti, al di là della sua preoccupazione, completamente condivisibile, ha aggiunto che sarebbe ora del disarmo nucleare.

Un bellissimo auspicio, che anni addietro sembrava trovare fondamento con il trattato di non proliferazione nucleare e con gli accordi Salt tra Usa e l’ex Unione Sovietica, ma che oggi sembra disatteso, anzi addirittura avere il nucleare è cool. Questa idea, davvero pericolosa, andrebbe ridimensionata, e i leader politici, specialmente se rivestiti di grande responsabilità, dovrebbero misurare bene le parole, prima di pronunciarle.

di Dylan Berro

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