Durante le ultime settimane la penisola coreana è stata luogo di grandi attività. Attività che (stranamente) esulano dall’influenza statunitense nella regione.

Il nuovo presidente sudcoreano, il pacifista Moon, sembra infatti avvicinarsi sempre più alla Cina. Grazie alla Cina, è stato possibile riaprire il dialogo tra le due Coree in vista delle olimpiadi invernali, in cui si parla addirittura, di atleti nord e sud coreani che potrebbero sfilare insieme!

Da questo esempio si nota dunque, la linea seguita dai cinesi per sanare la tensione nella regione: un dialogo pacifico tra le due coree.

E Trump e gli USA in questo movimento di apertura? Secondo il generale Carlo Jean, questa esclusione degli Stati Uniti dagli affari coreani potrebbe essere ciò che darà il via alla guerra preventiva contro la Corea del Nord.

Per il generale ci sono segnali di una guerra preventiva e sono pure inquietanti. Gli Stati Uniti starebbero armando 14 sottomarini con testate nucleari a bassa potenza per effettuare attacchi a sorpresa e con un’estrema precisione. Inoltre, non si tratterebbe di semplici testate nucleari ma di testate a potenza variabile; armi dunque che minimizzano le cadute radioattive. Infatti, senza questa tecnologia, la caduta di una testata esplosa in Corea del Nord, grazie alla spinta dei venti alisei che soffiano da ovest a est, arriverebbe a depositarsi anche sul Giappone. In più, la loro efficacia distruttiva, non risiede tanto nell’intensità dell’esplosione quanto nella capacità di penetrare in profondità permettendo così agli Usa di colpire i bunker usati come laboratori nucleari o i silos di missili.

Oltre a questo dispiegamento di forze un altro elemento colpisce e preoccupa il generale Jean. L’editoriale di un consulente strategico del governo statunitense, Edward Luttwak, che a differenza delle sue precedenti posizioni ha titolato con queste parole It’s Time To Bomb North Korea.

Nel momento di massimo dialogo tra le due coree, gli Usa, invece di favorirlo e assecondarlo, si preparano alla guerra.

di Costanza Gabellini

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