I sostituti procuratori Vincenzo Calia e Massimo Gaballo hanno chiesto il rinvio a giudizio per il Sindaco di Milano Giuseppe Sala, chiamato in causa in qualità di ex amministratore delegato di Expo, per una nuova accusa di abuso d’ufficio, ipotesi di reato che compariva già nell’avviso di chiusura delle indagini consegnato a Sala nel dicembre scorso.

Il sindaco risponde, in concorso con l’ex manager Angelo Paris, dell’affidamento diretto alla Mantovani s.p.a. della fornitura di seimila alberi per l’evento. Giuseppe Sala è già a processo per falso materiale e ideologico, mentre è stata chiesta per lui l’archiviazione per la turbativa d’asta.

La Procura generale ha avanzato la richiesta di processo al gup Giovanna Campanile e le difese sono in attesa dell’atto con cui si fissa anche l’udienza preliminare per questa nuova contestazione. Udienza che si dovrebbe aver luogo il prossimo 2 febbraio, giorno in cui si tiene il procedimento per gli altri imputati nel filone principale e nel quale Sala è stato stralciato in quanto lui stesso ha chiesto e ottenuto il giudizio immediato (che dovrebbe invece aprirsi il 20 febbraio). A tal proposito, lo stesso Sala aveva scritto in un post su Facebook:

«Il 14 dicembre è fissata l’udienza preliminare nel procedimento relativo alla presunta retrodatazione di un atto della gara d’appalto della “Piastra” di Expo Milano 2015. Poiché sono certo che verrà riconosciuta la mia innocenza ed è mia intenzione accelerare quanto più possibile i tempi del processo, ho dato mandato ai miei legali affinché chiedano che si proceda con giudizio immediato. Sono trascorsi più di cinque anni dai fatti che mi vengono imputati e le indagini preliminari, pur protratte per un periodo di tempo inusualmente lungo, non hanno evidenziato alcun elemento di prova idoneo a supportare l’accusa che mi viene mossa. In tanti atti è possibile leggere che mai nessuno è stato favorito, ma che l’unica finalità perseguita è stata quella di garantire il rispetto dei tempi per l’apertura dell’Esposizione Universale. Quegli stessi fatti, del resto, erano già stati valutati come privi di rilevanza penale sia dalla Guardia di Finanza delegata alle indagini, sia dalla stessa Procura della Repubblica di Milano. Si tratta della modalità più rapida che la legge processuale prevede per arrivare velocemente all’accertamento nel merito delle ipotesi di accusa attraverso il vaglio dibattimentale. Da oggi il mio auspicio è che si arrivi in tempi rapidi ad accertare la verità e, quindi, la mia assoluta estraneità ai fatti contestati. Ho sempre agito per il bene comune e continuerò a farlo».

Ora, i già citati Calia e Gaballo hanno fatto sapere ai legali di essere intenzionati a riunire il nuovo procedimento a carico di Sala e Paris con quello principale.

di Lorenzo Amarotto

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