Martedì, gli Stati Uniti hanno dichiarato di voler sospendere l’erogazione di metà degli aiuti inizialmente destinati all’agenzia delle Nazioni Unite per la Palestina. Il tutto due settimane dopo che il Presidente Donald Trump ha posto dei dubbi sull’entità dei finanziamenti.

Secondo quanto affermato, gli Usa hanno fornito 60 milioni di dollari all’Agenzia delle Nazioni Unite per il soccorso e il benessere (UNRWA), trattenendo per sé, al momento, l’altra tranche prevista da 65 milioni. La ragione del Dipartimento di Stato sarebbe la seguente: l’agenzia di aiuti dovrebbe mettere in cantiere delle riforme, al momento non specificate.

Wasel Abu Youssef, ufficiale dell’Organizzazione per la liberazione della Palestina, ha immediatamente criticato la presa di posizione, definendola un deliberato sforzo americano volta a negare ai palestinesi i loro diritti, ponendo il tutto in correlazione alla decisione di Trump di riconoscere Gerusalemme quale capitale di Israele.

Il segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres ha affermato di non essere a conoscenza di eventuali tagli agli aiuti, ma si ritiene “molto preoccupato” per questa evenienza, poiché i finanziamenti rappresentano “un fattore significativo di stabilità”.

Secondo l’opinione del commissario generale dell’UNRWA, Pierre Krähenbühl, la riduzione degli aiuti umanitari americani minaccia “uno degli indici di sviluppo umano di successo ed innovativi dell’intero Medio Oriente”.

La decisione di trattenere i soldi rischia anche di minare la volontà di dialogo dei colloqui di pace israelo- palestinesi. Gli ultimi tentativi fallirono nel 2014, sia per dell’opposizione d’Israele ad un patto di unità tra le fazioni palestinesi di Fatah e Hamas, sia per la costruzione di insediamenti israeliani nei territori occupati, nonché per altri fattori. “L’UNRWA ha dimostrato più volte di essere un’agenzia che abusa degli aiuti umanitari della comunità internazionale, al contempo sostenendo una propaganda anti-israeliana, incoraggiando l’odio”, ha dichiarato Danny Danon, ambasciatore israeliano alle Nazioni Unite.

Anche se Washington fornisse i 65 milioni di dollari mancanti, il totale di 125 milioni sarebbe ben al di sotto dei 355 milioni che gli Stati Uniti avrebbero versato all’UNRWA nel 2017.

Con la scusa che questo denaro servirebbe a sostenere scuole e servizi sanitari, la portavoce del Dipartimento di Stato, Heather Nauert copia quanto detto da Trump, invitando le altre a versare di più, poiché l’America starebbe “pagando troppo”. Sempre secondo il dipartimento, come già accennato, se vi fossero in cantiere queste riforme, allora l’America tornerebbe a versare il denaro mancante. La sospensione dei fondi non mira a punire nessuno.

Ammesso anche che l’America sia stata per decenni il più grande contributore in termini d’aiuti, l’improvvisa sospensione dell’erogazione di aiuti umanitari porterebbe ad una forte instabilità nell’area, destabilizzando l’economia ed i fragili equilibri geopolitici.

di Valentino Quintana

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