Il colosso social nord americano Facebook ha lanciato una vera e propria caccia alle streghe, mascherandola con una giusta lotta alle fake news. Ormai sono di moda, non c’è politico che non abbia pronunciato, nei suoi ultimi discorsi, il ruolo delle fake news. Fake news che, peraltro anche grandi testate giornalistiche pubblicano, e noi ce ne accorgiamo solamente da poco, perché grazie a internet abbiamo accesso a una quantità di notizie enorme, e possiamo equipararle e farci una nostra idea. E così, sull’onda delle fake news, Facebook censura uno dei più importanti canali di notizie provenienti dall’America Latina: Telesur, nella sua versione inglese.

Telesur è nota per la sua battaglia contro l’imperialismo americano – ricordiamo le mire espansionistiche di Trump in quell’area, in particolare in Venezuela – e per aver raccontato le numerose stragi avvenute  in Iraq, Yemen, Afghanistan, Ucraina…

Quindi, se cerchiamo Telesur su Facebook appare l’icona “spiacenti, questa pagina non è al momento disponibile”. Errore di sistema o vero e proprio attacco di Facebook a Telesur? Verrebbe da pensare all’ultima ipotesi, considerando le ultime mosse fatte da Facebook nei confronti di quelle pagine poco importanti o produttrici di “fake news“, rispetto le quali facebook, cambiando i propri algoritmi, è riuscito a non far più apparire gli aggiornamenti delle suddette nelle bacheche degli iscritti.

Verrebbe da domandarci, alla luce di questi e di altri fatti, quanta libertà abbiamo? Quanto siamo succubi della mala informazione e del pensiero dominante?

 

di Dylan Berro

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