La decisione di Donald Trump circa il riconoscimento di Gerusalemme come capitale israeliana, ha fatto molto discutere. Mentre i vertici politici israeliani gioivano, l’Autorità Nazionale Palestinese (e con essa, tutto il mondo arabo e islamico) se ne usciva con una proposta alquanto singolare. Tenendo in conto delle grandi tensioni che hanno animato il confine statunitense-messicano, infatti, il governo di Mahmud Abbas ha riconosciuto il Texas come parte degli Stati Uniti del Messico. Gli altri stati (Nuovo Messico Arizona, e California) potrebbero seguire lo stesso percorso.

Decisamente pittoresche, le affermazioni palestinesi ricordano dunque degli scenari fanta-politici, considerando la lunga storia del Texas come parte degli USA. Purtroppo, la verità e amara: questa è una delle ultime armi “legali” rimaste in mano alle autorità palestinesi. È difficile pensare che i “grandi”, come Russia e Cina, seguano l’esempio; ma altri paesi più piccoli e deboli, minacciati dalle politiche a stelle e strisce, potrebbero rivolgersi a questo tipo di “sensazionalismo” per sensibilizzare l’opinione pubblica su temi del genere.

di Giuseppe Cammarano

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