Per aver “osato” cancellare il monopolio mondiale americano, la Russia deve pagare. Non è una tesi di qualche scalmanato del Congresso, ma delle più grandi menti strategiche, esposta poi nel saggio “Ordine Mondiale” di Henry Kissinger. La Federazione Russa non avrebbe mai dovuto riaffacciarsi da protagonista nella scena mondiale, e pertanto, nei suo confronti, vi sarà una sorta di guerra permanente. Propagandando l’idea che la Russia di Putin sia una minaccia per l’Occidente, Nato ed Ue hanno unito le loro forze dando vita, in piena cooperazione, ad un “Centro di eccellenza per il contrasto alle minacce ibride”, inaugurato proprio in una nazione confinante con il Paese dello Zar, la Finlandia, per la precisione, nella capitale Helsinki. Secondo quanto riporta il governo finlandese, il nuovo centro dovrebbe “contribuire alla sicurezza in Europa al fine di rafforzare la cooperazione tra Ue e Nato”, seguendo un “approccio globale, multinazionale, multidisciplinare e accademico” teso a rafforzare “il dialogo e le consultazioni a livello strategico tra i partecipanti, l’Ue e la Nato” e per “condurre ricerche e analisi per contrastare le minacce ibride. Ovviamente, quest’ultime proverrebbero dalla Russia di Putin. E per questo nuovo “centro studi”, i soldi non mancano, non v’è crisi che tenga. A disposizione vi sarebbe un budget di 1,5 milioni di euro, soldi del contribuente spesi per contrastare, indebolire, destabilizzare la Federazione Russa. Guerra “ibrida”, già approvata nelle risoluzioni congiunte Nato – Ue, con tanto di firma delle due massime cariche, Jens Stoltenberg e Federica Mogherini.

E’ chiaro che la Nato, dopo aver visto i successi militari russi in Siria, sia corsa immediatamente ai ripari, per non perdere il primato militare, sia esso da concentrarsi sul piano delle armi o di guerra cibernetica. Il centro, ospitato in Finlandia, (Paese membro Ue, ma non Nato), ha visto la sinergia di due organizzazioni che in apparenza, dovrebbero cooperare, ma non per un obiettivo quale la destabilizzazione della Russia, vista sempre più un pericolo, in quanto forza eurasiatica.

Il centro, plurivisitato da esponenti delle istituzioni, europee e non, è stato definito “idoneo per il nostro tempo”, una “testimonianza di livello senza precedenti”, o addirittura “una risposta alla Russia“.

Il tentativo di coinvolgere e trascinare le Repubbliche Baltiche nella guerra ibrida contro la Russia, da parte della Nato e partner sembra avere successo. Il governo di Helsinki ha rivisto i tagli alle forze armate, la Svezia distribuirà a 4,7 milioni di famiglie svedesi degli opuscoli contenenti istruzioni su cosa fare in caso di guerra, ovviamente con la Russia , rivedendo anch’essa le spese militari. La Nato dispone poi di truppe negli stati baltici, mentre in Polonia è d’istanza. In Norvegia troviamo gli US Marine Corps. Infine, proprio perché la Russia è la grande minaccia, la Nato ha schierato in Polonia, a 100 miglia dell’enclave di Kaliningrad, un nuovo reggimento.

La logica viene da sé: chi sta accerchiando qualcuno, non è la Federazione Russa, ma altre forze che vogliono prevalere su di lei.

 

di Valentino Quintana

 

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