Il grande magnate ungherese George Soros ha lanciato un violento attacco nei confronti delle internet company durante il Word Economic Forum che si sta svolgendo in questi giorni a Davos, in Svizzera. Nel suo discorso sono stati accusati di comportamenti monopolisti i più famosi giganti dell’internet, come Facebook e Google. Secondo l’opinione del miliardario, lo strapotere delle aziende della Silicon Valley avrebbe i giorni contati grazie all’azione regolamentatrice del commissario europeo per la concorrenza Margrethe Vestanger.

Durante il suo discorso a Davos, Soros è andato oltre alle accuse di monopolio nei confronti di Google o Facebook, egli ha accusato senza mezzi termini i giganti dell’etere di essere una vera e propria minaccia alla democrazia. Le piattaforme dell’etere vengono paragonate addirittura a casinò o a delle società di scommesse, che utilizzano tecniche particolari per ammaliare gli internauti e renderli dipendenti dalle loro informazioni. I rischi più insidiosi per i navigatori dell’etere si celano dietro centri d’informazione alternativa che propongono diverse letture agli avvenimenti in tutto il mondo e le cosiddette fake news, di cui si sta parlando sempre più spesso anche nella cronaca nostrana. L’evoluzione di questi mezzi informativi in seno ai giganti del web è un pericolo concreto secondo Soros, il contenuto informativo di questi siti potrebbe giocare un ruolo fondamentale nella rinascita dei movimenti nazionalisti.

L’intervento del miliardario ungherese non è isolato, anche il premier britannico Theresa May si è schierato contro le cosiddette fake news. Il discorso pronunciato in favore della democrazia non è niente di meno che una difesa dello status quo, internet (anche se non è un mezzo perfetto) riesce a fornire anche un’informazione alternativa a quella dei monopoli dell’informazione già esistenti, come Sky posseduta da Murdoch, il colosso Mediaset della famiglia Berlusconi, il gruppo editoriale Cairo e dulcis in fundo la RAI. Dietro la parola regolamentazione si può chiaramente vedere il termine censura, che si vuole applicare a tutta quell’informazione non allineata ai media tradizionali, Soros prova a dipingersi come un difensore del libero pensiero, ma chiaramente non riesce nel suo intento.

di Ivan Pavani

Commenti