L’agenzia Reuters d’informazione e Al Masdar News hanno riportato una dichiarazione dell’Ufficio dell’Amministrazione autonoma di Afrin, nella quale si può leggere:

“Invitiamo il governo siriano a proteggere i confini di Afrin e della Siria dispiegando le forze armate siriane per proteggere i confini di Afrin”.

La situazione è grave, in quanto si tratta di 6 giorni continui di bombardamenti turchi su Afrin, dove aumentano i morti e gli sfollati. Ufficialmente il capo di Stato maggiore di Ankara ha dato per neutralizzati 268 terroristi dal 20 gennaio ad oggi, specificando che si tratta di miliziani curdi e membri dell’Isis. Così con la solita doppiezza turca, con la scusa di combattere l’Isis, Erdogan mira a Manbij, ad est di Afrin, simbolo della lotta multietnica e confessionale. Ma ricordiamo che un’avanzata turca verso Manbij si poterebbe verso il luogo di stazionamento di Marines, e vi sarebbe un faccia a faccia tra alleati della Nato.

In questo ginepraio Damasco ottempererà al compito di salvataggio e difesta che le è stato chiesto da Afrim?

di Valentino Quintana

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