Se vi trovare in Messico e state per affittare una casa, forse è meglio che sappiate che potreste incorrere in un pericolo…

«Stavo passeggiando tra la dodicesima e via Ángel Posada nel quartiere Juárez di Chihuahua (l’indirizzo della casa affittata, nda) quando ho visto uscire dal giardino un cane con un enorme osso in bocca».

L’aspetto era quello di un femore. L’ottantenne Don José rivela così al quotidiano messicano El Heraldo de Chihuahua l’ultima scoperta fatta nel suo giardino di casa, alimentando dubbi e incertezze in altri inquilini, alcuni dei quali hanno cominciato a scavare nel proprio giardino, alla ricerca di un cadavere sepolto.

E’ una tecnica che, secondo gli inquirenti, portano avanti i narcotrafficanti di Chihuahua, denominata “rent to hill” consiste nell’affittare la loro casa a ignote persone che mai immaginerebbero di trovare, seppellito in giardino o nascosto nel sottoscala, un cadavere. Una tecnica astuta, che consente ai narcos di far diventare i nuovi inquilini responsabili dell’omicidio per concorso nel reato.

Gli inquirenti affermano che ad oggi sarebbero 20 i cadaveri trovati.

Il Messico è uno dei Paesi al mondo che registra un tasso di omicidi molto alto, il Ministero degli Interni, avviando una indagine, ne ha stimati 20,5 l’anno ogni 100mila abitanti. La polizia afferma che ha preso piede la “balcanizzazione dei cartelli”, una frammentazione sempre più grande di gruppi criminali attivi nel narcotraffico. I principali fautori della rent to hill, sempre da ciò che emerge dalle indagini, sarebbero gli esponenti del gruppo Nueva Gente (conosciuti come “Los Chapos”), sicari che sono sorti nel 2007 e che hanno accresciuto la propria influenza, arrivano a minacciare, torturare e uccidere un numero non quantificabile di persone.

Spetterà al nuovo Presidente eletto il prossimo luglio affrontare questa nuova piaga messicana, e si auspica lo farà nel migliore dei modi.

 

di Dylan Berro

 

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