Robert Fisk, reporter di guerra dell’Indipendent, ci racconta in uno dei suoi ultimi reportage scritti a sud-est di Hama un fatto davvero interessante riguardante Daesh. Nonostante le ultime sconfitte subite, l’esercito islamista riesce infatti a resistere in alcune aree del mondo, soprattutto nel Medio oriente e in Siria.

L’ultima denuncia di Fisk riguarda cosa mangiano i terroristi di Daesh. Da alcune sue interviste raccolte, infatti, pare che essi riescano a cibarsi di prodotti occidentali. Quello che però sconvolge il reporter è che il cibo in scatola trovato (pomodori) da un generale e mostrato a Fisk  arriva dall’Italia, è prodotto  e confezionato in Regno Unito ed è passato clandestinamente in Turchia. Fisk si domanda come sia arrivato, questo cibo, in una landa desolata della Siria e, soprattutto nelle mani di Daesh. Le ipotesi potrebbero essere molteplici: o qualcuno fornisce illegalmente – e a tradimento – il cibo ai terroristi per il sostentamento, o loro rubano dalle provviste degli eserciti con cui si scontrano.

Sarebbe interessare avere una risposta dall’azienda inglese che mette in commercio e spedisce questo cibo in scatola (l’etichetta dice che proviene da “East End Foods” a East End House, Kenrick Way, West Bromwich B71 4EA) e domandarle a chi è rivolto.

Intanto, Abu Dhuhour  viene strappata a Daesh e riconquistata dai lealisti, e a Sochi, in Russia, ci si prepara a una nuova conferenza sul dialogo per la Siria che, ahimè, potrebbe venire spartita tra le potenze in gioco.

 

di Dylan Berro

 

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