Questa domenica si è svolto un importante incontro ad Atene su un tema molto particolare, la Macedonia. Migliaia di persone hanno partecipato a un incontro indetto dal Partito dei Greci Indipendenti (ANEL) appunto sul nome dell’ ex repubblica jugoslava situata sul confine nord della Grecia.

Dalla dissoluzione della Jugoslavia la scelta di questo nome ha suscitato un acceso scandalo in tutte le province greche. Dal 1991 i cittadini ellenici hanno preso questa notizia come una deliberata appropriazione del loro retaggio storico e culturale, visto che una regione greca a nord si chiama proprio Macedonia.

Il governo greco ha seguito una dura politica nei confronti della Macedonia, impedendole di entrare sia nell’ UE che nella NATO, la Macedonia per risolvere questo pasticcio diplomatico ha cambiato nome in Former Yugoslavian Republic of Macedonia, ma questa mossa non ha placato completamente la polemica. I rispettivi governi stanno lavorando per risolvere la questione, il ministro dell’interno greco Skourletis ha dichiarato che entro la metà di quest’anno la complicazione sarà risolta. La volontà popolare si mostra più determinata rispetto alle parole rassicuranti del governo, le migliaia di partecipanti all’incontro di ieri lo dimostrano. Non sono solo i cittadini ad essere indignati, anche la chiesa ortodossa si schiera dalla parte del popolo.

Ad ogni modo i cittadini greci hanno fatto i loro compiti a casa, si dimostrano un popolo maturo e capace di difendere la propria identità nazionale, cosa che purtroppo molti altri popoli europei hanno dimenticato. Si può guardare a questo episodio con benevolenza sparando che una simile consapevolezza ricontagi tutta l’Europa occidentale.

di Ivan Pavani

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