Mauricio Macri, Presidente dell’Argentina ha incontrato in una sorta di tour latino americano, Rex Tillerson, Segretario di Stato Usa. Quest’ultimo, preoccupato del governo  venezuelano, ha affermato che il “governo di Maduro deve cadere” e quando ciò accadrà, le persone che sono responsabili per l’amministrazione “devono essere processate”.

Secondo il politico americano

“L’America latina non ha bisogno di nuovi poteri imperiali che cercano solo i propri interessi. Il modello di sviluppo dello Stato cinese ricorda il passato. E non deve essere il futuro dell’emisfero. […] L’aumento della presenza russa nella regione è allarmante. […] Vendono armi a regimi che non rispettano i processi democratici. Invece con gli Stati Uniti i Paesi latinoamericani hanno un partner reciproco, i benefici devono essere per entrambi”.

Le preoccupazioni del Segretario di Stato americano sembrano evidenti: Russia, Cina e per ultima, la (propagandata) crisi venezuelana.

Addirittura, gli Usa stanno valutando la possibilità di applicare sanzioni sulle esportazioni di petrolio venezuelane,pur consapevoli dell’impatto che questa decisione potrebbe avere sul popolo del Venezuela.

Macri, nel suo odio contro il paese di Maduro, non auspica comunque l’intervento armato contro il Venezuela, cosa di cui sembra essere convinto l’avamposto di Donald Trump.

Sinora, Mercosur, Canada e Messico non hanno mai accettato un’invasione nel territorio venezuelano e della sua sovranità. Questa è la ragione che ha sempre fermato gli Stati Uniti, secondo quanto affermato da Tillerson.

Macri sarebbe in attesa dei risultati delle elezioni presidenziali venezuelane, nelle quali se Maduro dovesse risultare vincitore, allora potrebbe spingersi a dichiarare persone non gradite alcuni diplomatici del Mercosur. E questo potrebbe divenire il pretesto per gli Stati Uniti per richiedere ai paesi della regione il via libera per il Pentagono.

 

di Valentino Quintana

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