Il 6 dicembre su Sputnik News veniva pubblicato un articolo che rivelava le caratteristiche del nuovo drone “ad aquilone” russo. Si chiama Pterodaktil e, come ha raccontato Nikolaj Kim, esperto dell’Istituto dell’aviazione di Mosca, ai microfoni di Radio Sputnik, si tratta di un apparecchio ausiliare atto a scortare i mezzi corazzati e ad aiutarli a orientarsi.

È una vera e propria innovazione nel campo dell’industria bellica, un sistema molto efficiente: lo assicura lo stesso Kim. “Con i droni esistenti il lavoro non era semplice perché bisogna pilotarli. Il nuovo drone, invece, sarà collegato al veicolo per mezzo di un cavo che fornirà alimentazione e trasferirà le informazioni”, spiega l’esperto. “Questi droni ‘ad acquilone’ possono restare in volo stazionario per ore, utili per esempio per controllare quei luoghi dove non è possibile installare una torretta d’osservazione”.

Sembrerebbe quasi che il nuovo apparecchio sia stato progettato dalla Russia per controllare, ad esempio, le zone della Siria prese d’assalto dai ribelli dell’ISIS? Pterodaktil sembrerebbe un ottimo alleato nella lotta al terrorismo e all’ostilità americana sul quel territorio che vive costantemente sotto attacco.

Intanto il ministro degli esteri russo Sergey Lavrov, durante il Consiglio dei Ministri dell’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE) tenutosi l’8 e il 9 dicembre ad Amburgo, ha dichiarato che il 10 a Ginevra si terrà un incontro tra esperti russi e statunitensi per valutare le possibilità di raggiungere una soluzione definitiva su Aleppo.

Risolvere la situazione ad Aleppo est e far ritirare tutti i militanti che vi si trovano non cessa di essere una priorità per la politica estera della Federazione Russa. Le costanti innovazioni in campo bellico, però, non svelano soltanto la vocazione umanitaria del governo Putin, ma anche il bisogno di risollevare l’economia durante questo periodo di isolamento indotto dalle sanzioni dell’Unione Europea.

Non bisogna, infatti, dimenticare dell’embargo occidentale sulle armi russe. Già nel settembre 2015 Vladimir Putin, durante un incontro con la Commissione industriale militare a Mosca, annunciava che la Russia intendesse “ridurre i rischi legati alla dipendenza dell’industria bellica nazionale dalle importazioni” perché “in caso di complicazioni nella situazione internazionale potrebbero esserci ripercussioni”.

Nel giugno 2016 il direttore generale della “Rostec”, Sergej Chemezov, dichiarava: “le ordinazioni all’industria bellica russa sono arrivate a toccare i 48 miliardi di dollari. I principali acquirenti delle armi russe sono i paesi dell’Asia e dell’Africa, in particolar modo Cina, India, Vietnam, Egitto, Algeria e Iran”. Lo riporta Sputnik News.

Il 2016 per l’industria della guerra russa è stato l’anno dei droni. A febbraio fu svelato il nuovo prototipo “a elicottero”: un’arma d’assalto con missili anti-carro e un raggio di azione di centinaia di chilometri. Nell’aprile 2016 la Russia ha avuto anche l’occasione di testare un aeromobile a pilotaggio remoto di provenienza araba: un United 40 prodotto da ADCOM Systems, come racconta dall’agenzia di stampa federale russa RIA Novosti. Il 26 agosto al Salone Aerospaziale MAKS, alla presenza del presidente russo Vladimir Putin, il consorzio Kalashnikov ha presentato il suo nuovo drone: una macchina con una grande autonomia e capacità di movimento, la cui durata di volo è di 6-7 ore. Ha un campo di azione di 21mila chilometri quadrati e può raggiungere i 150 chilometri di distanza. Questo mese per la Russia è la volta di Pterodaktil.

Nelle ultime ore un altro paese, limitrofo a quello di Putin, assolutamente indipendente e sovrano, ultimamente affacciatosi al libero mercato occidentale, sta svolgendo dei test su nuovi prototipi di drone sul perimetro del poligono Goncharovskoe nella regione di Chernigov. Si tratta dell’Ucraina.

A darne la notizia è il quotidiano Ukrainskaja Pravda. Secondo il segretario del Consiglio della difesa e della sicurezza nazionale ucraino Aleksandr Turchinov la creazione più sorprendente nel campo dell’industria bellica del suo paese è il nuovo Fantom: una mini vettura blindata multifunzionale a pilotaggio remoto progettata da Ukroboronprom.

Di Alessandra Schirò

Commenti