Parafrasando Marx e Engels, negli ultimi tempi un nuovo “spettro” si aggira per l’Europa questa spettro è “la Russia”. Non la Grande “Madre Russia”, ma la Russia “madre” di tutti i mali dell’Occidente.

Secondo tale lettura la Russia e il suo presidente Vladimir Putin rappresenterebbero oggi la regia occulta di tutti guai che affliggono l’Occidente, l’Europa in particolare. Una lettura della contemporaneità certamente generalizzante, semplificante, che rasenta la schizofrenia per la sua perdita di contatto con la realtà. Vi manca la minima volontà di ricercare le proprie responsabilità e di riconoscere i propri sbagli davanti al tracollo di un’Europa, che ormai sta cadendo a pezzi, non solo sul piano politico, sociale, ma soprattutto valoriale (si dovrebbe oggi parlare di “disvalori” occidentali).

Colpevolizzare la Russia è diventato un alibi talmente versatile da poter coprire ogni sorta di fallimento.

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Eliseo Bertolasi

La reazione quindi: una virulenta ubriacatura di russofobia che in Occidente si sta diffondendo tra le élite che detengono il potere, i loro “signor-si” e i vari media del mainstream. Una russofobia che tuttavia, non è sentita alla base; i popoli europei non sono russofobi anzi, nonostante la martellante propaganda screditante contro la Russia, è vero il contrario, molti in Europa giudicano oggi la Russia come una potenza mondiale e Vladimir Putin come l’unico leader credibile e coerente. È sotto gli occhi di tutti l’impegno concreto ed efficace messo in campo dalla Russia per liberare la Siria (indirettamente anche l’Europa) dai terroristi.

Recentemente il Parlamento europeo sempre più in preda al suo delirio russofobico ha adottato una Risoluzione denominata: “Comunicazione strategica europea”, in cui si sollecita a prendere provvedimenti di censura contro i media russi, in particolare contro l’agenzia Sputnik (con la quale ho l’onore di collaborare) e il canale Russia Today. Uno smacco cocente nei confronti di tutti quei valori di pluralismo, democrazia, libertà di stampa.. per i quali l’Occidente si ergerebbe come uno strenuo baluardo.

Il paradosso è che nell’arena mediatica, i media russi, rappresentano oggi preziose fonti di verità diffondendo un’informazione che va in collisione col pensiero unico dominante, globalista, acritico.. delle élite occidentali.

Secondo l’assunto del documento emanato dal parlamento europeo Sputnik e RT minerebbero l’unità della stessa Unione Europea. L’onnipresente Putin avrebbe favorito il Brexit, avrebbe anche aiutato a vincere Donald Trump negli Stati Uniti, analogamente si starebbe attivando nei retroscena di tutti gli eventi elettorali europei, incoraggiando l’eruoscetticismo, promuovendo i movimenti politici europei cosiddetti “populisti”. Non si capisce perché mai, in base a tale tesi, tutti quei movimenti e quei leader politici che oggi in Europa abbiano a cuore il destino della propria gente, si oppongano al globalismo, si oppongano all’invasione dei clandestini, amino la propria identità, conservino una visione tradizionale della società, della famiglia ecc. ecc. debbano essere per forza etichettati come “filorussi”, oppure addirittura riceverebbero, non si sa bene in quale modo, supporto dalla Russia.

Senza scomodare la Russia mi sembra si parli di valori tradizionali “essenziali” che stanno alla base di qualsiasi società che non sia votata all’autodistruzione. In ultim’analisi non si tratta di leader o movimenti politici filorussi, ma semplicemente di soggetti politici che esprimono posizioni e valori coincidenti con posizioni e valori sentiti anche in Russia.

Sputnik e RT spaventano a tal punto il Parlamento europeo da essere considerati, dallo stesso, una minaccia pari all’ISIS. È evidente che tale accostamento, per la sua assurdità, al di la dei toni offensivi è un’offesa all’intelligenza umana, eppure è stato votato!

Toni altrettanto denigratori ricadono di conseguenza anche su tutti quei media alternativi e su tutti quegli esponenti della stampa “libera” che in occidente esprimono visioni critiche e in dissonanza al “pensiero unico” dominante. La critica legittima non è concepibile per i signori nella sala dei bottini del circolo mediatico, nemmeno quando si esprime un dato tanto semplice quanto logico: “L’Europa e la Russia hanno tutto l’interesse a collaborare insieme”, per loro si tratta sempre e comunque di “propaganda del Cremlino”. Pertanto non si può non arrivare a un’amara constatazione: siamo al degrado della democrazia nella società occidentale.
Ben vengano perciò tutti quei media alternativi che invece di diffondere il morbo della russofobia, diffondono una visione alternativa e senza pregiudizi nei confronti della Russia.

Le parole di Vladimir Putin in relazione al provvedimento del parlamento europeo ci rasserenano e c’incoraggiano a continuare su questa strada: “Desidero congratularmi con gli esponenti della stampa con i giornalisti che hanno indotto i membri dell’organo europeo a prendere una tale decisione poiché a quanto pare svolgono il loro lavoro in modo attivo efficace e brillante”.

Di Eliseo Bertolasi

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