Il giorno 14 dicembre a Torino è stato inaugurato il primo Centro di rappresentanza della Repubblica Popolare di Donetsk in Italia. È il secondo Centro di rappresentanza della DNR aperto in Europa. Il primo, nella Repubblica Ceca, è stato inaugurato nel settembre di quest’anno.

Torino è diventata protagonista di un evento storico, eccezionale, addirittura inimmaginabile fino a qualche anno fa, impensabile ad esempio fino allo scoppio in Ucraina dei disordini di Maidan. Era il 2014 quando l’esito di questa protesta portò al colpo di stato con l’allontanamento del precedente presidente Viktor Yanukovich legittimamente al potere (per aver vinto elezioni confermate dagli osservatori internazionali). Poi, il primo nucleo di resistenza da parte delle popolazioni russo-etniche dell’Ucraina orientale nelle città di Slavyansk e Kramatorsk in risposta alle prime avvisaglie russofobiche del nuovo potere appena insediatasi a Kiev, l’inizio della sanguinosa guerra nelle regioni di Donetsk e Lugansks col suo strascico di morte e distruzione.. fino alla nascita delle due nuove autoproclamatesi repubbliche popolari: di Donetsk (DNR) e di Lugansk (LNR). Tutti questi eventi ormai sono storia. È la storia che scorre inesorabile sul suo alveo di cause-effetti.

Al di là del posizionamento ideologico, a prescindere dai “pro” o dai “contro”, la realtà sul campo evidenzia che, nel Donbass, sono nate due nuove Repubbliche “de facto” ormai autonome e indipendenti da Kiev, che lo si voglia o non lo si voglia riconoscere.
La politica non dovrebbe mai discostarsi dalla realtà, non dovrebbe mai abbandonare la cornice di pragmatismo dove inserire le proprie azioni, altrimenti si finisce nella nell’utopia del semplice livello ideologico.

Alla luce di questa premessa la nascita del primo centro di rappresentanza della DNR in Italia rappresenta un evento di grande valore simbolico, una tappa importante nel cammino, irreversibile, d’indipendenza della DNR.

La DNR possiede già una propria autonoma amministrazione statale attraverso le sue istituzioni e i suoi ministeri: rilascia passaporti, targhe e patenti.. paga gli stipendi, le pensioni.. Ha costituito un proprio esercito. Nel mese di ottobre ha persino organizzato elezioni primarie amministrative nel completo rispetto dei previsti standard di sicurezza e trasparenza che, ricordo, hanno visto una straordinaria adesione popolare (ho partecipato all’evento in qualità di osservatore internazionale), un test generale, pienamente riuscito, per eventuali prossime elezioni.

La nuova repubblica sta facendo passi da gigante, ora ha davanti il consolidamento delle proprie istituzioni e l’incombente compito della ricostruzione e della ripresa economica. Sull’agenda della Repubblica incalzano già tutta una serie di questioni economiche: dai finanziamenti per far ripartire l’economia, agli scambi commerciali, non solo quelli abituali con la Russia, ma anche verso i paesi dell’Unione Europea.

Promotore dell’iniziativa per l’apertura del Centro di rappresentanza è Maurizio Marrone.
Maurizio Marrone da sempre scettico sulla versione del mainstream allineato e coperto sotto le posizioni delle lobby atlantiste riguardo alla situazione nel Donbass (posizioni che descrivono questo territorio sotto il giogo di milizie separatiste e di forze terroristiche russe), ha deciso di recarsi sul posto per verificare con i propri occhi la situazione:

Sono l’unico consigliere regionale italiano che fino ad ora si è recato di persona nel Donbass. Sono stato invitato a Donetsk in qualità di osservatore internazionale alle primarie che si sono tenute nella DNR all’inizio di ottobre. A Donetsk con i miei occhi ho visto la distruzione dovuta ai colpi dei mortai dell’esercito ucraino contro le abitazioni civili del quartiere dell’Aeroporto, il monastero femminile di Sant’Iversky raso al suolo, le lapidi con peluche dedicate ai bambini uccisi dai bombardamenti nel quartiere di Oktyabrsky, ho sentito l’artiglieria e le armi leggere di Kiev martellare senza sosta il villaggio di Spartak.. Ho visto un egual livello di distruzione anche nella Repubblica Popolare di Lugansk (LNR). È arrivata l’ora di informare l’opinione pubblica italiana su questa guerra già costata la vita a migliaia di cittadini del Donbass, uccisi solo per aver rifiutato con un referendum l’assimilazione nella nuova Ucraina, quella nata dal colpo di stato di Maidan filo UE e filo-NATO, non disposti a perdere la propria identità culturale e linguistica.

Quali saranno le funzioni del centro di rappresentanza della DNR?
“La missione del Centro di rappresentanza è semplice: costruire il percorso per il definitivo riconoscimento internazionale della Repubblica Popolare di Donetsk, un percorso che passa dalle relazioni diplomatiche con le istituzioni italiane, dalle collaborazioni che siamo pronti a realizzare nel mondo della cultura e delle università, fino ai ponti che vogliamo costruire con l’imprenditoria italiana interessata a stringere partnership produttive e commerciali con la DNR. Parliamo di una regione storicamente molto ricca per le sue miniere di carbone e per il suo complesso industriale metallurgico. Sono tanti i settori produttivi in cui la rinascita economica del Donbass, può offrire valide opportunità d’investimento alle nostre imprese, a partire da quelle, e sono moltissime, ingiustamente colpite nell’export dalle sanzioni economiche contro la Federazione Russa firmate dalla UE e sottoscritte dal governo italiano”.

L’apertura del centro è stata salutata con grande entusiasmo anche dalle autorità della DNR, ecco gli auguri del ministro degli esteri della DNR Natalia Nikonorova:
“È stato inaugurato il secondo Centro di rappresentanza della DNR nell’Unione Europea. Questo è un altro passo verso il rafforzamento della posizione della Repubblica Popolare Donetsk in ambito internazionale, così come, il lavoro del Centro sarà uno degli elementi più importanti d’interazione della nostra giovane Repubblica con altri paesi nella cornice della diplomazia statale. Inoltre, il Centro di rappresentanza contribuirà al rafforzamento dei legami informativi, culturali ed economici tra la DNR e l’Italia, servirà come un importante anello di collegamento tra i nostri popoli. A nome del Ministero degli Affari Esteri della DNR e per conto di tutti i cittadini della Repubblica, ringraziamo i nostri sostenitori, i quali, a dispetto di tutti gli ostacoli e le difficoltà, hanno potuto oggi aprire il Centro di rappresentanza della DNR in Italia”.

Non temete ora delle reazioni di ostilità?
“Si!” ipotizza Maurizio Marrone:
“Ci sarà chi ci accuserà di separatismo o addirittura di terrorismo per questa iniziativa, come già capitato per le missioni diplomatiche in Crimea, ma non ci interessa, si va avanti! Il posto di chi crede nella difesa della sovranità dai poteri forti atlantisti è al fianco delle Repubbliche del Donbass e i risultati delle recenti grandi votazioni, dalla Brexit, alle presidenziali USA, fino al referendum italiano, ci dimostrano che il vento sta cambiando”.

 

Di Eliseo Bertolasi

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