Resta forte la situazione di instabilità e di incertezza in seguito al voto anticipato di Domenica 11 Dicembre in Macedonia. Le elezioni hanno visto vincere, seppur di stretta misura, il Vmro-Dpmne – partito conservatore al governo da oramai un decennio – con il 38,06% e 51 seggi sui Socialdemocratici (Sdsm) all’opposizione che hanno guadagnato il 36,69% dei consensi conquistando due seggi in meno dei propri avversari politici. In seguito ai vari ricorsi presentati dalle diverse fazioni politiche il risultato non è ancora stato ufficializzato seppure sia il conservatore Nikola Gruevski che il socialdemocratico Zoran Zaev pretendono il diritto a formare un nuovo governo. Ma dati gli ultimi aggiornamenti, ci sarà ancora da aspettare, poiché Martedì – come riporta Balkan Insight – la Corte Amministrativa Macedone ha accolto uno dei ricorsi presentato dalla fazione socialdemocratica ed ha di conseguenza stabilito un ritorno al voto, voto che si terrà, a differenza di quello precedente, in unico seggio. La decisione della corte però non è stata affatto digerita dal Vmro-Dpmne, che la ha definita una decisione “scandalosa” oltre che “illegale”, avvertendo che non parteciperà alle nuove elezioni. Come se non bastasse, il seggio in cui si dovrà tenere nuovamente il voto sarà il numero 2011, situato nel comune di Tearce, nella Macedonia nord-occidentale, comune in cui il partito conservatore ha guadagnato solo 307 consensi. Appare chiaro che un nuovo ritorno al voto potrebbe quindi alterare radicalmente i risultati della scorsa Domenica, disponendo in maniera diversa anche i numeri dei seggi in parlamento. Un voto, quello Macedone, che non ha alcuna valenza geopolitica ma lascia la Macedonia in uno stato di profonda crisi politica che sta immobilizzando il paese da oramai due anni. E se obiettivo di questo voto era proprio chiudere definitivamente questo estenuante periodo di instabilità, ha al contrario aperto scenari all’orizzonte ben diversi, trasportando il paese sull’orlo di una crisi istituzionale sotto ogni punto di vista. Altro fattore di cui tener conto è anche la forza dei partiti di minoranza albanese presenti sul territorio, i quali vantano di non scarsi consensi. Infatti, qualora anche i nuovi risultati non dovessero discostarsi di tanto da quelli precedenti, vi sarà il probabile bisogno di una loro collaborazione per formare un eventuale nuovo governo.

 

Di Edoardo Martino

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