Dal sito della Farnesina, il neo-Ministro degli Esteri Angelino Alfano ha reso noto che il 20 Dicembre «l’Italia ha destinato un contributo di emergenza di 1 milione di euro […] per attenuare l’impatto umanitario del conflitto in corso nelle Regioni orientali dell’Ucraina». Il finanziamento è articolato in due tranche: una «di 700.000 euro al Programma Alimentare Mondiale (PAM) per la distribuzione di razioni alimentari e di aiuti in contanti alle categorie più vulnerabili della popolazione civile» e una seconda «di 300.000 euro sarà concessa all’UNICEF per finanziare la realizzazione di un progetto nel settore dello sminamento umanitario».
Quello che il Ministro Alfano però non sa – o finge di non sapere – è che la vera emergenza umanitaria non è in Ucraina, ma in Donbass e proprio a causa del mancato rispetto degli accordi di Minsk da parte del Governo e dell’esercito di Kiev. Sfruttando la tregua, infatti, gli ucraini hanno spostato truppe, mezzi e armamenti, occupando quella fascia di territorio che sarebbe dovuta rimanere de-militarizzata.

Due giorni prima che l’Italia destinasse il contributo di emergenza, l’esercito ucraino ha lanciato una violenta offensiva contro le Repubbliche Popolari di Donetsk e di Lugansk presso Debaltsevo, un importante snodo che collega le capitali delle omonime Repubbliche. I militari di Kiev hanno fatto largo impiego di artiglieria pesante (anche contro quartieri residenziali), prima di far avanzare la fanteria, ma le milizie popolari sono riuscite a mantenere le posizioni causando gravi perdite tra le fila ucraine, come riporta Vittorio Nicola Rangeloni su DONI News.

Nel suo messaggio natalizio Urbi et Orbi, Papa Francesco ha lanciato un appello di pace per tutti i popoli feriti dalla guerra, senza dimenticare le donne e gli uomini dell’Ucraina orientale, denunciando la mancata attuazione degli impegni assunti a Minsk.
Tuttavia il Ministro Alfano non sa – o finge di non sapere – e i mezzi di informazione non vogliono raccontare questa guerra, che da oltre due anni si continua a combattere nel cuore dell’Europa. E per fortuna che la NATO e l’Unione europea dovevano garantirci la «pace perpetua»…

Di Marcello Berera

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