Ad esser franco, ho cugini che stanno dall’altra parte, con il Moro Islamic Liberation Front e con il Moro National Liberation Front. Alcuni, ho sentito, stanno con l’ISIS

Lo ha dichiarato il Presidente delle Filippine Rodrigo Duterte a Rappler, un locale sito d’informazione – dicendosene mortificato e scusandosene.

Il Moro Islamic Liberation Front (MI) e il Moro National Liberation Front (MN) sono gruppi separatisti di matrice islamista, ma non sono la sola minaccia terroristica cui le Filippine debbono far fronte, a detta di Duterte. Il leader di Manila, infatti, ha individuato proprio nei seguaci del sedicente Califfato la responsabilità di due recenti attacchi al Paese. Il primo, in settembre, è stato un’esplosione in un mercato notturno nella città di Davao, che ha causato 14 morti e 70 feriti; il secondo, la vigilia di Natale, ha ferito 13 persone fuori da una chiesa nella zona di Cotabato (nella Regione Autonoma del Mindanao Musulmano). Duterte è molto serio circa la possibile connessione con l’ISIS ed ha presieduto a tal proposito un briefing con esponenti delle forze armate e della polizia. «L’ISIS sembra essere dovunque» ha dichiarato.

Il Presidente filippino ha poi detto all’intervistatrice di Rappler di non essere pronto a svelare ulteriori informazioni sulle indagini, ma ha precisato di aver parlato della minaccia rappresentata dall’ISIS con altri capi di stato. Sebbene il gruppo filo-Califfato Abu Sayyaf (impiantato nel sud-est del Paese, dove le fazioni islamiste “Moro” hanno per anni guidato violente sedizioni) abbia rivendicato l’attentato al mercato notturno, secondo il leader di Manila gli inquirenti stanno valutando un possibile coinvolgimento dei cartelli della droga, fatti oggetto dallo stesso Duterte di una guerra senza quartiere.

L’esercito filippino, in ogni caso, continua la propria offensiva contro i gruppi islamisti locali che hanno giurato fedeltà all’ISIS: il Maute e il già citato Abu Sayyaf. Duterte, inoltre, aveva già affermato che stranieri affiliati allo Stato Islamico sono presenti nel Mindanao al fine d’indottrinare i giovani dei gruppi “Moro”, mentre l’ISIS starebbe pianificando di “dichiarare” lo stesso Mindanao “parte del suo Califfato”.

Se però addirittura dei cugini del Presidente filippino si sono legati all’ISIS è in effetti vero oppure se è solo un modo bizzarro, “alla Duterte”, per sollevare l’attenzione internazionale su un problema quanto mai serio per Manila, non è dato sapere.

Di Lorenzo Amarotto

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