Secondo l’intelligence tedesca ci sarebbero Arabia Saudita, Kuwait e Qatar – tutti paesi parte della Coalizione Internazionale anti ISIS (CJTF–OIR) –  dietro il finanziamento delle entità che compongono il tessuto dell’estremismo islamico in Germania e che contribuiscono alla ‘radicalizzazione’ dei prossimi jihadisti europei.

I report della BND (acronimo di Bundesnachrichtendienst), il servizio Federale dell’Intelligence tedesco, sono stati per la prima volta diffusi da diversi organi d’informazione nazionale – tra i quali Süddeutsche Zeitung, la NDR ed il WDR – riportando che i suddetti paesi del Golfo Persico avrebbero finanziato attraverso organizzazioni come la Lega Mondiale Islamica, l’Associazione Benefica del “Jeque bin Muhammed Al Thani” e la Società Patrimoniale del Risorgimento Islamico kuwaitiano: moschee, scuole religiose, e avrebbero esportato imàm estremamente radicali, con lo scopo di diffondere l’ideologia salafita e wahabita all’interno di quella che è stata descritta come una “strategia duratura per influire in Europa”.

Secondo i media tedeschi oggi il salafismo radicale può contare su più di 10.000 seguaci in Germania, molti dei quali sono diventati ‘foreign fighters’. Un ulteriore report dell’intelligence indica infatti che sono stati identificati 820 jihadisti con passaporto tedesco partiti dalla Germania per andare a combattere in Siria e Iraq: 140 sono stati dichiarati morti durante il conflitto, 420 sono ancora in Medio Oriente, ma non si hanno notizie dei rimanenti che potrebbero essere rientrati nel paese attraverso rotte clandestine o sotto falsa identità. Sono 548 invece le persone registrate in patria come ‘islamisti potenzialmente pericolosi’ secondo quando diffuso dal Bka, l’Ufficio federale delle indagini criminali, 80 di essi sono stati arrestati.

Queste rivelazioni sono state divulgate ad una settimana di distanza dalla proibizione in Germania di tutte le attività del gruppo missionario islamico “Die Wahre Religion” collegato con più di 140 estremisti radicali di Daesh. “Die Wahre Religion” o DWR è attivo anche nel Regno Unito, in Francia, in Belgio, in Italia e in Brasile.

Tali accuse sono state respinte dall’ambasciatore dell’Arabia Saudita presso Berlino, Awwad al Awwad, che nega qualsiasi implicazione del suo paese nell’intenzione di radicalizzare i seguaci della fede islamica in Germania che è stata recentemente vittima di un attentato di matrice islamista, rivendicato dall’ISIS, che ha causato la morte di 12 (tra cui una nostra connazionale) e il ferimento di 56 persone (19/12/16).

Di Davide Bartoccini

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