Titolo: Cuba e sport. Evoluzione di una rivoluzione.
Autore: Antonio Rico.
Editore: Carabba.
Anno: 2016.
Pagine: 142.

Quest’agile volume di esordio del trentenne Antonio Rico, nato dalla sua dissertazione di laurea, affronta il tema dello sport a Cuba, seguendo gli interessi dell’autore, nell’ambito delle relazioni tra sport, politica e società. Si articola in quattro capitoli ed è arricchito da una prefazione della docente Luciana Pasquini, una breve introduzione sul rapporto tra sport e diplomazia, una postilla sul punto di vista dell’ambasciata cubana a Roma e una galleria d’immagini.

I primi due capitoli sono di contenuto storico e forniscono l’inquadramento necessario a comprendere la peculiare situazione cubana. Nel primo, si ripercorrono gli eventi principali della storia cubana, dalle guerre d’indipendenza contro il colonialismo spagnolo al periodo repubblicano neocoloniale, con la Rivoluzione del 1933 e la dittatura di Batista. Prosegue contestualizzando la situazione nell’America Latina, con l’emergenza di movimenti nazionalisti e sovranisti, tra cui appunto la Rivoluzione cubana, di cui segue gli snodi essenziali fino agli anni ’90. Nel secondo capitolo, l’epoca rivoluzionaria è trattata in maniera più dettagliata, partendo dalle specifiche condizioni materiali cubane e dalle sfide affrontate dal governo rivoluzionario e, nel dettaglio, approfondendo i temi dell’etica rivoluzionaria, delle realizzazioni sociali, delle tensioni con gli Stati Uniti, del ruolo di Ernesto Guevara.

Al terzo capitolo, l’autore affronta infine la questione sportiva, evidenziando la situazione primitiva dello sport cubano prima della Rivoluzione e le misure attuate da questa, come la fine del professionalismo e la realizzazione d’impianti sportivi nelle periferie e nelle aree rurali, sottolineando gli importanti risultati raggiunti sia in termini di competizioni internazionali che di diffusione della pratica sportiva. Nel quarto, egli espone le nuove problematiche sociali dovute al collasso dell’URSS e alla conseguente crisi economica che ha devastato Cuba negli anni ’90, arrivando fino alla ripresa e al passaggio di consegne da Fidel a Raúl. In questo contesto di riforme di mercato, si inserisce il ritorno a una professionalizzazione dell’attività sportiva, come a ribaltare il paradigma etico volontarista imposto mezzo secolo prima.

Quest’opera costituisce indubbiamente una lettura interessante, non solo per un lettore che voglia approfondire questo aspetto della complessa realtà cubana, ma anche per chi voglia approcciarsi a quest’ultima a partire dalla questione sportiva. In questo senso, anzi, trovo utile presentare un modello sociale e politico così diverso dal nostro come quello cubano, a partire da un tema così caro alle masse come lo sport, specialmente considerando come la conoscenza di Cuba nel nostro Paese sia scarsa e tendenzialmente schizofrenica, schiacciata com’è tra la propaganda veterocomunista e i racconti di turismo sessuale. Invece, l’Autore – a parte forse qualche imprecisione – mantiene un approccio sostanzialmente equilibrato che non nasconde né le simpatie per alcuni aspetti e iniziative né gli evidenti problemi e criticità del socialismo cubano.

Per questo motivo, ha cura di descrivere il contesto storico e sociale in cui si verifica l’evento della Rivoluzione Cubana, cosa fondamentale per poterne comprendere lo sviluppo e le caratteristiche. Tuttavia, proprio qui emerge il maggior limite di questo libro: lo squilibrio tra la parte introduttiva e il tema specifico dell’opera. Infatti, alla questione sportiva è dedicato appena un terzo delle pagine del libro. Perciò, pur toccando tutti i concetti più importanti, questa è trattata in maniera piuttosto stringata, e appare sproporzionata per difetto rispetto all’esaustiva contestualizzazione storica. Non avrebbe guastato quindi una discussione più sistematica e approfondita di queste tematiche, visto il titolo del libro.

Naturalmente, nulla vieta di approfondire ulteriormente il profilo essenziale delineato dall’Autore in queste pagine. Anzi, come già anticipato, egli offre un contributo importante non solo alla conoscenza divulgativa di Cuba, Paese ricco di legami con l’Italia, ma anche alla riflessione sullo sport, in un momento dove il modello occidentale è sempre più in crisi, e la fierezza patriottica di Teófilo Stevenson può ben costituire un esempio da opporre allo shopping atletico dei nuovi ricchi asiatici.

Di Andrea Virga

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