Non sappiamo ancora se si tratti della fine di un'”eone politico”, decisamente presto per rispondere ad una domanda alla quale solo la storia potrà risponderci in maniera soddisfacente. Sicuramente alla presidenza Trump va riconosciuto nell’immediato un primo risultato, ovvero l’aver creato i presupposti per una “fine futura”, accelerando infatti quella transizione da un mondo unipolare, stabilitosi con il collasso dell’URSS, ad uno multipolare, favorito in primo piano dalla rinascita russa; dalla sconfitta americana in Siria, un pò il Vietnam del nostro secolo e in ultimo proprio dalla sua vittoria, che ha contribuito alla nascita di altri due fattori rilevanti e non trascurabili. In primis l’eterodossia dell’Europa attuale nel nuovo contesto mondiale, la quale si è dimostrata sotto tutti i punti di vista “più lealista del Re“, rimanendo ancorata alla visione culturale neoliberale dell’america obamiana. Il secondo prodotto dell’insediamento del Tycoon è stato il nuovo ruolo cui la Cina a Davos si è chiamata ad assolvere.
Dire che Trump sarà il Gorbachev degli Stati Uniti è insomma, una conclusione decisamente affrettata, ma sicuramente ne è già stato il Nikita Chruščёv. Semplicemente perchè il merito di Trump è stato non solo l’aver messo in discussione le basi della visione politica statunitense, che per anni sono state anche le basi della visione politica occidentale, ma il merito sta nell’averle portate sul piano politico e teorico, per poi vincerle. Quella che nella vecchia Urss fu la “destalinizzazione”,negli Usa è ora avvenuta a tutti gli effetti e ad essere detronizzata è stata una certa cultura politica fino a ieri dominante; anche qualora Trump da oggi decidesse di fare l’esatto opposto di quanto detto. La “sacra” visione politica del neoliberalismo è stata già profanata e l'”Alt Right”, la destra alternativa rappresentata da Donald e decisamente diversa da quella fino ad ora incarnata dal partito repubblicano, non è destinata a finire con la fine della presidenza Trump. Il nuovo presidente se non incarnerà concretamente un cambio di rotta decisivo, ne ha posto le basi, ha creato un precedente fondamentale, una sottospecie di avanguardia e ha già, soltanto con la sua vittoria, avuto un profondo impatto sugli equilibri geopolitici globali.

 

Di Edoardo Martino

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