3.500 uomini, 250 carri armati e oltre 2.400 veicoli militari della 4a Divisione di Fanteria della U.S. Army si stanno spostando attraverso l’Europa per consolidare la presenza americana ai confini con la Russia. 84 elicotteri da guerra e ulteriori 2200 uomini li raggiungeranno il prossimo mese, come si apprende dal sito dell’U.S. Army Europe. Si tratta del più vasto spostamento di truppe e mezzi statunitensi sul continente dalla fine della Guerra Fredda.

Partite da Fort Carson (Colorado, USA) e sbarcate al porto tedesco di Bremerhaven, le truppe hanno già raggiunto i campi di addestramento in Polonia, dove resteranno stanziate fino a Febbraio, per essere poi dislocate nelle basi operative di Paesi baltici, Polonia, Romania e Bulgaria. Sono questi gli aiuti tangibili che poche settimane prima il Senatore John McCain aveva promesso ai paesi NATO dell’Europa orientale, preoccupati per l’elezione di Donald Trump e per la possibile distensione dei rapporti tra Stati Uniti e Russia.

La missione segna una nuova fase dell’Operazione Atlantic Resolve, lanciata nell’Aprile del 2014 a seguito della riunificazione della Crimea alla Federazione Russa. Per i prossimi nove mesi, le truppe e i mezzi della 4a Divisione parteciperanno a esercitazioni congiunte con le forze multinazionali della NATO nei teatri terrestri, marittimi e aerei a ridosso della nuova cortina di ferro con la Russia, a garanzia dell’impegno americano nell’Alleanza Atlantica. Gli Stati Uniti si sentono in dovere di rassicurare e difendere i propri alleati dall’aggressività di Mosca, ha dichiarato il Generale Curtis Scaparrotti, vertice del Comando degli Stati Uniti in Europa, ma anche Comandante Supremo della NATO nel Vecchio Continente.

L’obiettivo ultimo dell’Operazione Atlantic Resolve – si legge dal sito del Dipartimento di Stato americano – è quello di impedire alla Russia di estendere la sua egemonia regionale sull’Europa orientale, imponendovi, di fatto, la propria.
Non è altro che un nuovo capitolo della Guerra Fredda. Gettata la maschera ideologica, il confronto Est-Ovest si rivela per quello che è: una profonda contrapposizione geopolitica, che impone a Washington di continuare a contenere Mosca, ma, soprattutto, dividerla dall’Europa, che deve continuare ad essere «la testa di ponte americana sul continente euroasiatico»; nonostante Donald Trump.

Di Marcello Berera

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