La Repubblica Popolare Cinese si prepara a una nuova, decisa stretta sulla rete Internet. Principale bersaglio di questa nuova campagna della leadership cinese saranno le reti VPN (Virtual Private Network), molto utilizzate dagli utenti cinesi per aggirare l’enorme blocco rappresentato dal Grande Firewall, sistema di censura atto a oscurare centinaia, se non migliaia, di siti internet; persino Facebook e Twitter non vengono risparmiati. Infatti, per una modica somma di denaro, agli utenti dei VPN (spesso gestiti dall’estero) è possibile navigare come nelle altre zone del mondo. Da Luglio, quando la legge sarà entrata a tutti gli effetti in vigore, i provider VPN cinese a registrarsi presso il Ministero dell’Industria e dell’Informatica.

Eppure, è passato ben poco tempo dal Forum di Davos, che ha suscitato molto clamore per le opinioni espresse dal presidente cinese Xi Jiping, che si è schierato in difesa del libero commercio e della globalizzazione; quindi, il binomio globalizzazione-censura non può che stonare, a un primo acchito.

In verità, questa nuova opera di censura si colloca bene nel concetto cinese di libertà “utile solo se ben controllata”. Infatti, il governo di Pechino tiene a precisare che parallelamente a queste nuove restrizioni, si svolgerà anche una digitalizzazione di massa delle aziende cinesi, al fine di modernizzarle e di renderle ancora più competitive a livello globale, in un periodo, quello moderno, a dir poco cruciale per l’economia e la società cinese, segnato dall’arrivo di Trump alla Casa Bianca e dalla possibilità per la Repubblica Popolare di guadagnare un ruolo di guida nel mondo.

Un’altra importante motivazione può essere trovata nel diciannovesimo Congresso del Partito Comunista Cinese, evento di enorme portata che si svolgerà proprio nel corso di quest’anno. I motivi sono, pertanto, legati alla sicurezza, con la necessità di preservare possibili dati sensibili sul congresso e sull’inesorabile rinnovo di buona parte della classe dirigente, da eventuali attacchi hacker. Infatti la legge avrà vita breve, fino alla fine del congresso, anche se una proroga non è da escludere.

Una nuova sfida comincia per la Cina: mantenere la linea inaugurata Xi Jiping, basata sulla fermezza e sulla sicurezza, e al tempo stesso innovarsi per poter avere un ruolo primario nel futuro.

Di Giuseppe Cammarano

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