I progetti di collaborazione sognati dalle dirigenze filippine e cinesi sembrano essersi finalmente concretizzati. Infatti, è stato approvato da entrambe le parti un programma di cooperazione e sviluppo del valore di ben 3,7 miliardi di dollari. L’incontro tra i due gruppi si è tenuto nei giorni scorsi a Pechino, sotto la supervisione del Ministro del Commercio cinese Gao Hucheng, il quale ha così commentato l’accordo:

I progetti di cooperazione (…), volti a migliorare lo standard di vita medio della popolazione, ora hanno solo bisogno di una serie di procedure bancarie correlate

Egli ha inoltre fatto sapere che l’accordo di collaborazione durerà, come stabilito, ben sei anni, e che i settori maggiormente coinvolti nel progetto saranno quelli legati alle infrastrutture e ai trasporti, che ancora oggi son carenti nelle Filippine, e soprattutto nelle campagne, almeno fino all’arrivo di Duterte come presidente.

Gao non è stato il solo a incontrare la delegazione filippina, guidata dal Segretario delle Finanze Carlos Dominguez. Anche il vice-premier cinese Wang ha avuto modo di intervenire in questo importante incontro. E anche qui, i risultati sono quantomeno soddisfacenti: vi è la ripromessa, da parte delle due nazioni, di un forte e durevole rapporto economico, basato sull’amicizia e sul rispetto reciproco.

E’ proprio il nuovo corso preso dalle Filippine e dalla Cina a rendere sempre più concreta la morte del “Pivot to Asia”, oltre che del TPP. Facile ipotizzare, di conseguenza, che a una maggiore cooperazione andrà sempre più sottilizzandosi la disputa sul Mar Cinese Meridionale, con buona pace dei guerrafondai occidentali.

Di Giuseppe Cammarano

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