Secondo fonti ufficiali nelle prime ore di questa notte (4.40 ora locale) due cacciatorpediniere americane classe Arleigh Burke dislocate nel Mar Mediterraneo orientale – la Uss Porter e la Uss Ross – hanno lanciato 60 missili da crociera ‘Tomahawk’ su obiettivi militari governativi siriani nella provincia di Homs. Il target principale dell’attacco è stato la base aerea di Shayrat: dalla quale secondo il Pentagono sarebbero decollati gli aerei della Syrian Air Force che avrebbero condotto il raid su Idlib il 4 aprile. Durante il raid ‘armi chimiche’ – inizialmente identificate come gas nervino ‘sarin’ ma in un secondo momento valutate come gas asfissianti contenenti cloro – hanno provocato la morte 86 civili tra di cui 30 bambini.
L’attacco di questa notte è da ritenersi una vendetta secondo il presidente americano Donald Trump. Il capo del Pentagono, James Mattis, ha confermando che almeno 59 missili hanno raggiunto con successo l’obiettivo.
Le agenzie d’informazione siriane hanno comunicato che ci sono state perdite nelle forze governative dislocate nella base. Il Pentagono sta già pensando alle prossime mosse militari da condurre in Siria: questa volta però contro Assad.

Di Davide Bartoccini

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