Il Ministero della Difesa della Federazione Russa ha commentato l’attacco missilistico degli Stati Uniti contro l’aeroporto militare siriano di Al-Shayart; il generale Igor Konashenkov portavoce ufficiale del Ministero ha definito tale azione come: “Una dimostrazione di forza militare”. Secondo la sua opinione, condivisibile da qualsiasi esperto, è evidente che la decisione di intraprendere un tale attacco missilistico era già stata presa da Washington precedentemente ai fatti di Khan Shaykhun, la città nella provincia di Idlib controllata dai ribelli, dove il 4 aprile un attacco di gas tossici imputato dagli americani all’esercito siriano ha causato la morte di decine di civili. Il generale Konashenkov ha sottolineato come, invece, proprio questo attacco chimico sia servito da pretesto formale, da parte americana, per lanciare poi il loro attacco missilistico la notte del 7 aprile.

Per lanciare un attacco missilistico, serve tempo; è necessario eseguire tutta una serie di attività: d’intelligence, di pianificazione e preparazione delle missioni di volo, di apprestamento dei missili “pronti al lancio”.

Konashenkov ha anche aggiunto questa frase proverbiale: “Le amministrazioni degli Stati Uniti cambiano, ma i metodi con i quali scatenano le guerre dai tempi dei bombardamenti sulla Jugoslavia, sull’Iraq e sulla Libia rimangono invariati”.

Il Ministero della Difesa russo ha dichiarato, inoltre, che presto saranno realizzate tutta una serie di misure per rafforzare e migliorare l’efficacia del sistema di difesa aerea delle Forze Armate siriane con l’obiettivo di coprire gli oggetti più sensibili delle infrastrutture del Paese.

Il giorno stesso dell’attacco americano la Russia ha sospeso il Memorandum sulla prevenzione degli incidenti per garantire la sicurezza durante le operazioni aeree in Siria, sottoscritto in precedenza con gli Stati Uniti.

Le motivazioni del provvedimento sono riportate sul sito del Ministero degli Esteri russo: “Non è la prima volta che gli Stati Uniti esibiscono un simile sconsiderato approccio, che aggrava solo i problemi già presenti nel mondo e crea una minaccia per la sicurezza internazionale. La presenza di militari degli Stati Uniti e di altri paesi in Siria senza il consenso del governo siriano, o senza le decisioni del Consiglio di sicurezza dell’ONU rappresenta una violazione rozza, palese e ingiustificata del diritto internazionale. Se prima questo poteva essere spiegato in base al compito della lotta al terrorismo, ora c’è un chiaro atto di aggressione contro la sovranità della Siria. Le azioni intraprese oggi dagli USA distruggono ancor di più le relazioni russo-americane.

Più volte abbiamo dichiarato la nostra disponibilità a cooperare per affrontare i problemi contemporanei più caldi, tra cui al primo posto la lotta al terrorismo internazionale. Ma non accetteremo mai azioni illecite contro le legittime autorità siriane, che da tempo conducono una irriducibile lotta al terrorismo internazionale”.

Immediata anche la decisione del Cremlino di rafforzare la sua presenza militare nella regione, Vyacheslav Trukhachev, capo del dipartimento di supporto informativo della Flotta del Mar Nero, ha annunciato: “La fregata “Admiral Grigorovich”, si è unita al raggruppamento permanente delle Forze Navali russe del Mar Mediterraneo ed è pronta a svolgere missioni di combattimento in Siria. La fregata è dotata del sistema difensivo missilistico “Shtil’-1” e imbarca i temuti missili da crociera “Kalibr-NK”.

Tracciando un bilancio dell’attacco americano, non si può certo dire che rappresenti una brillante operazione militare, tanto che il Ministero della Difesa russo ha valutato l’efficacia di quest’attacco missilistico, come “estremamente bassa”.

Secondo i militari siriani, sulla base aerea sono caduti solo 23 dei 59 missili Tomahawk lanciati dagli americani. Le autorità siriane stanno ora conducendo ricerche per stabilire la posizione dei restanti 36 missili che non hanno colpito la base aerea. Dai fotogrammi della base subito dopo l’attacco, a giudicare dai crateri, è facilmente rilevabile che parte dei missili non ha raggiunto il loro obiettivo. Delle due piste una sola è stata resa inutilizzabile.

Per ciò che riguarda il numero delle vittime tra i militari siriani, sempre Konashenkov ha precisato che secondo le informazioni ricevute dal comando della base aerea siriana, il bilancio è di due soldati siriani dispersi, quattro morti e sei feriti da ustioni.

Se consideriamo che ogni missile Tomahawk costa 1,59 milioni di dollari le conclusioni su quanto sia costato questo raid in rapporto agli scarsi risultati militari sul campo vengono da se.

Tuttavia, l’esito maggiore di questa operazione militare è soprattutto a livello mediatico all’interno degli Stati Uniti, dettata da motivazioni di politica interna. Donald Trump con questo gesto è riuscito a “riabilitarsi” agli occhi dei tanti avversari che lo accusavano continuamente d’aver legami con la Russia e con Putin.

Quest’attacco rappresenta comunque un grande avvertimento per i russi: gli americani, ora, hanno iniziato a muoversi direttamente nel conflitto siriano, non più solo attraverso i loro alleati, o col loro supporto nelle retrovie.

Come evolverà la guerra lo si vedrà nelle prossime ore, nei prossimi giorni. L’ipotesi che le forze armate russe e le forze armate americane, tra breve, possano entrare in rotta di collisione è un rischio estremamente serio e reale.

Di Eliseo Bertolasi

Commenti