La base aera di Shayrat – obiettivo dell’attacco lanciato dalla due cacciatorpediniere USA la notte di venerdì – è di nuovo operativa: le piste non sono state colpite né messe fuori uso dai 59 missili da crociera ‘Tomahawk’ BGM 109. Già nelle prime ore della mattina di venerdì jet sono decollati dalla base di Shayrat; ’Non erano uno degli obiettivi’ ha riferito il portavoce del Pentagono, Cpt. Jeff Davis, durante una conferenza in merito all’attacco lanciato nella Siria occidentale dalla USS Ross e USS Potter. I missili da crociera, lanciati dalle navi che incrociavano nel Mediterraneo orientale, hanno colpito ‘molti obiettivi’ secondo quanto comunicato da funzionari di alto livello della Difesa statunitense: almeno 20 aeromobili, difese anti-aeree, depositi di carburante e diversi hangar – come si vede dalle foto satellitari divulgate dal Pentagono – ma nessuna delle due piste della base aerea. L’attacco, lanciato in risposta al presunto raid condotto con armi chimiche dalla SAA ( Syrian Air Force) , si sarebbe focalizzato sui ‘mezzi’ che le forze governative siriane potrebbero utilizzare in ‘operazioni militari’, tutelando al massimo l’eventuale presenza russa. Secondo il governo siriano 7 persone sono rimaste uccise nell’attacco. L’attacco di venerdì notte va quindi visto anche come un messaggio politico destinato ad Assad; i danni provocati dai missili da crociera Tomahawk sono infatti danni recuperabili nel giro di pochi giorni, secondo fonti del Pentagono, ma dimostrano come gli Stati Uniti siano pronti a colpire le forze governative siriane.

Di Davide Bartoccini

 

Commenti