Sono passati ormai ben sei anni dagli eventi del 2011. La rivolta contro il governo di Gheddafi, che oggi può essere ben accostata a una vera e propria aggressione da parte occidentale, hanno sconvolto l’intera area del Mediterraneo, e in particolare il nostro paese.

Ad oggi, non vi è ancora chiarezza circa le responsabilità del governo italiano (allora presieduto da Silvio Berlusconi) su quei drammatici eventi. Tuttavia, sono emersi con il tempo dei tasselli alquanto importanti per ricostruire questa vicenda. Un libro di recente pubblicazione (“Il cavaliere bianco e il cigno nero”, editrice La nave di Teseo) può fungere da filo di Arianna nella comprensione di tutto ciò.  Il quadro che emerge è tutto fuorché rassicurante. Tra le voci degne di nota presenti nell’opera anche quella di Romano Prodi, il quale ammette la partecipazione dei grandi attori imperialisti non solo alla faccenda libica, ma anche all’annichilimento della posizione geopolitica italiana nel contesto mediterraneo. Questo vero e proprio attacco al nostro paese, ha attraversato un passaggio obbligato: l’indebolimento del governo Berlusconi.

Il Cavaliere, sostanzialmente, avrebbe pagato a caro prezzo la sua posizione in politica estera. La funzione “mediatrice” tra Occidente, Libia e Russia svolta dall’Italia sotto il suo governo, rappresentava un ostacolo per le potenze straniere (in primis Francia e Regno Unito) che miravano a distruggere la Libia, e ad indebolire la Russia. A rendere tutto più chiaro, anche le conseguenze della guerra civile scoppiata sulle macerie della Giamahiria: mentre la Francia, ad esempio, ha potuto mettere le mani sulle tanto agognate risorse petrolifere libiche, l’Italia si è trovata travolta da un’ondata di profughi praticamente ingestibile. E il governo di Berlusconi, che cercava comunque di tutelare l’interesse nazionale italiano nel Mediterraneo e in Europa attraverso il grande triangolo “Europa-Italia-Russia”, ha ceduto il passo alle pressioni interne ed esterne, in un modo non ancora chiaro del tutto.

Comprendere i torbidi eventi del 2011 non è assolutamente facile, ma è essenziale per avere un’idea chiara dell’attuale collocazione geopolitica italiana, di certo subordinata ad interessi esteri.

 

di Giuseppe Cammarano

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