«Le possibilità ci sono se facciamo presto. In vita mia non ho mai visto un raduno come questo e, credetemi, ne ho visti tanti: grazie all’ambasciatore a nome del mio Paese, perché qui si fa strategia vera».

 

Così ha commentato Romano Prodi al termine del quarto raduno della comunità d’affari italiana in Cina, evento curato dall’Ambasciata dì’Italia a Pechino. Riferendosi al potenziale dello scalo giuliano, ha inoltre menzionato la disponibilità del porto di Monfalcone e ribadito l’unicità di queste possibilità strategiche tra paesi competitivi, in un mondo sempre più costretto dalle spire egemoniche del “mercato globale per pochi”.

 

Sono molteplici i progetti commerciali che si stanno affermando in Italia, primo tra tutti il Porto franco internazionale di Trieste. Il decreto a riguardo, varato lo scorso Giugno e primo di questo tipo in Europa, stabilisce l’organizzazione amministrativa della gestione dei punti franchi, rendendoli più efficienti e reattivi alle sfide globali. L’Autorità avrà infatti il potere di autorizzare le attività di manipolazione e trasformazione industriale delle merci nei punti franchi, fornendo assistenza tecnica agli investitori. Potrà inoltre riorganizzare le aree del Porto Franco per meglio rispondere alle esigenze del commercio internazionale, prevedendo l’individuazione di aree specifiche da destinare alle attività industriali – come stoccaggio, manipolazione, trasformazione – e di aree in cui concentrare le attività del settore logistico legate al transito della merce. Con riferimento allo sviluppo ferroviario l’Autorità avrà il compito di potenziare i collegamenti ferroviari e di vigilare sul rispetto delle regole di utilizzo delle infrastrutture. Sempre in capo all’Autorità anche la promozione internazionale e la gestione della formazione del personale. Non da meno è Genova, unico porto europeo che gode di extraterritorialità doganale ed è collegato via treno all’Europa centrale ed orientale.

 

A Mortara invece, in provincia di Pavia, sarà collegato via treno alla città di Chengdu lungo la prima rotta Cina-Italia il polo logistico, in partnership con la società Changjiu Logistics, che vanta un fatturato di oltre 20 miliardi. Entro il 2018 si stimano almeno 3 viaggi a settimana, della durata di 18 giorni e che porteranno prodotti di fattura italiana in Cina.

 

A Shangai, Fincantieri ha firmato una lettera d’intenti con la China State Shipbuilding Corp. per la creazione di un parco crocieristico nel distretto di Baoshan. A Febbraio infatti, durante un viaggio diplomatico del presidente Mattarella, l’azienda italiana sottoscriveva un accorto vincolante la CSSC e la Carnival Corp. per costruire due navi da crociera più quattro in opzione presso il cantiere Waigaoqiao Shipbuilding. Si tratta delle prime unità di questo tipo realizzate su misura degli standard cinesi.

 

L’Italia sembra volgere lo sguardo ad oriente, verso il progetto cinese delle nuove vie della seta. Un’occasione per il nostro paese di riscrivere i rapporti di esclusività con gli Stati Uniti e giostrarsi tra le grandi potenze.

 

di Federico Conti

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