Lo scorso lunedì la Corea del Nord ha azzardato ancora spaventando l’Occidente, Unione Europea e Stati Uniti in primis, ma anche la Corea del Sud, lanciando un missile di media gittata Hwasong-12 sopra l’isola giapponese di Hokkaido. Immediatamente i mass media hanno denunciato l’ennesimo atto pericoloso di Kim Jong-un come un attentato all’umanità, come una disperata ricerca di guerra, destabilizzando la pace e la sicurezza del territorio.

Quello però che non ci è stato raccontato è che per tutte le ultime tre settimane, Giappone, Corea del Sud e Usa, sono stati impegnati in operazioni di simulazioni militari nell’Isola di Hokkaido e in Corea del Sud. E quello che spesso non ricordiamo è che già da inizio novembre, alla vigilia della visita di Trump in Asia, due bombardieri B1-B (progettato per l’uso di bombe nucleari a lunga distanza) avevano sorvolato la penisola come “avvertimento” al regime.

Allora, che sta succedendo? Sembra davvero che entrambi i learder (Kim e Trump) si stiano stuzzicando a vicenda, sia sul campo che a colpi di tweet e interviste (l’uno dice all’altro “sei vecchio”, l’altro ribatte “non ti ho mai detto che sei grasso e basso”) forse speranzosi che prima o poi uno dei due ceda. Ma, ad oggi, sembra che nessuno dei due voglia arrendersi, anzi: Kim Jong-un dichiara ai media nazionali che le esercitazioni e il programma missilistico sono necessarie per l’autotutela, per la sicurezza nazionale, di fronte al nemico numero uno, gli Stati Uniti, che sono pronti a destabilizzare il regime.

Dall’altra parte, Trump afferma che Kim Jong-un è un folle, disperato, alla ricerca di una resa dei conti con gli Stati Uniti e la Corea del Sud. Avvia quindi dialoghi con la Cina, sperando di riuscire a persuaderla in un intervento contro la Corea del Nord, prima di tutto commerciale, con l’intento di isolare il Paese dal resto del mondo. Trump sembra proprio stia cercando a tutti i costi uno spazio sulla terra dove far fiorire una nuova guerra (Iran? Libano? Corea del Nord?).

Il pericolo di escalation è sotto occhi di tutti, e ci stanno convincendo che una guerra americana è cosa buona e giusta. Ma, prima di trarre le nostre conclusioni, sarebbe doveroso chiederci perché la Corea del Nord stia continuando i test missilistici e sfida così apertamente gli Stati Uniti, potenza nucleare per eccellenza.

Sarebbe altrettanto doveroso ricordarci le guerre che gli Stati Uniti hanno voluto intraprendere negli anni passati (Afghanistan, Iraq…) e rammentare i disastri postbellici con cui ancora oggi stiamo facendo i conti. Gheddafi, ad esempio, ha pagato le conseguenze del non aver intrapreso e continuato dei test missilistici come quelli coreani.

 

Di Dylan Berro

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