Le politiche a favore della natalità sono al centro della politica russa. Parola del Governo, che ha così deciso, nell’ultimo periodo, di stanziare una grandissima quantità di denaro –l’equivalente in rubli di più di sette miliardi di euro – per permettere anche alle famiglie meno abbienti di crescere un figlio.

Per ogni nuovo nato, insomma, e fino a quando non avrà un anno e mezzo, ogni famiglia avrà diritto a ricevere circa centocinquanta euro al mese. Una misura molto importante, per un paese, la Russia, che nel decennio post-sovietico ha subito letteralmente un’emorragia demografica; conseguenza, purtroppo, dell’attuazione della ricetta economica neo-liberista che, nel corso degli anni, ha fatto sempre più da guida nel saccheggiamento e nella distruzione del patrimonio sociale sovietico, che nel bene o nel male ha sempre cercato di tutelare la famiglia e la natalità. Solo negli ultimi tempi, con una certa rinascita della potenza, anche economica, russa, si può guardare con fiducia al futuro demografico del paese governato da Putin.

L’alternativa ad un sistema come quello attuale, che tiene in conto tutto, fuorché lo stato sociale, passa anche da qui. Le elezioni in Russia si avvicinano, ed è pertanto probabile che alla base della decisione governativa ci sia anche un intento elettorale. Ma ciò non sminuisce l’importanza di tale riforma.

 

Di Giuseppe Cammarano

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