Inquietanti ma non inaspettate le dichiarazioni dell’ex vice presidente degli degli Stati Uniti Joe Biden. Lo spettro di Putin si aggira per l’Europa ancora una volta, esiste un piano preciso che include disseminare fake news e finanziare pericolosi partiti di estrema destra.

Ma visto quanto sta avvenendo negli Usa con l’inchiesta sulla collusione tra la campagna elettorale di Trump e Mosca, molti osservatori hanno interpretato le sue coraggiose dichiarazioni, come la conferma che Biden sta ancora considerando la possibilità di candidarsi alla Casa Bianca nel 2020.

Le elezioni di midterm statunitensi sono imminenti, ma in Europa i  segnali di una destabilizzazione sembrano essere già messi in atto.

È evidente che l’occidente sta sfruttando il caos generato per stringere ulteriormente i muscoli, e col senno di poi non è azzardato ipotizzare possibili coalizioni tra i gruppi  liberaldemocratici europei e americani. Specialmente considerando le dichiarazioni del Partito Democratico, che afferma: “Le pesantissime e circostanziate accuse lanciate dall’ex vicepresidente degli Usa Joe Biden sull’ingerenza della Russia sulle elezioni italiane sono veramente inquietanti e lasciano allibiti. Il ministro degli Esteri, Angelino Alfano, dovrebbe convocare immediatamente gli ambasciatori di Usa e Russia per avere chiarimenti urgenti».

Ma la questione è ancora più profonda. Il 28 Maggio 2013 la JP Morgan ha infatti composto un dossier di 16 pagine intitolato “Aggiustamenti nell’area euro“.

A pagina 12 e 13 si parla espressamente delle Costituzioni dei Paesi europei. Così troviamo scritto:

«Quando la crisi è iniziata era diffusa l’idea che questi limiti intrinseci avessero natura prettamente economica. Ma col tempo è divenuto chiaro che esistono anche limiti di natura politica. I sistemi politici dei Paesi del Sud, e in particolare le loro Costituzioni, adottate in seguito alla caduta del fascismo, presentano una serie di caratteristiche che appaiono inadatte a favorire la maggiore integrazione dell’area europea. I problemi economici dell’Europa sono dovuti al fatto che i sistemi politici della periferia meridionale sono stati instaurati in seguito alla caduta di dittature, e sono rimasti segnati da quell’esperienza. Le Costituzioni mostrano una forte influenza delle idee socialiste, e in ciò riflettono la grande forza politica raggiunta dai partiti di sinistra dopo la sconfitta del fascismo. I sistemi politici e costituzionali del Sud presentano le seguenti caratteristiche: esecutivi deboli nei confronti dei parlamenti, governi centrali deboli nei confronti delle regioni, tutele costituzionali dei diritti dei lavoratori, tecniche di costruzione del consenso fondate sul clientelismo, il diritto di protestare se i cambiamenti sono sgraditi. La crisi ha illustrato a quali conseguenze portino queste caratteristiche. I Paesi della periferia hanno ottenuto successi solo parziali nel seguire percorsi di riforme economiche e fiscali, e abbiamo visto esecutivi limitati nella loro azione dalle costituzioni (Portogallo), dalle autorità locali (Spagna), e dalla crescita di partiti populisti (Italia e Grecia)》

Per quanto si possa essere aperti a discutere sulla Costituzione Italiana,  i passi riportati si commentano da sé. È evidente che le Carte costituzionali – non sono quella italiana – sono un impaccio per il sistema finanziario; che infatti mira alla “governabilità”, non alla democrazia e alla garanzia di diritti sociali.

 

Di Federico Conti. 

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