«È giunto il tempo di considerare soluzioni ai problemi che affliggeranno la Siria dopo la pace. La questione più importante di cui dovremmo occuparci sono le condizioni dei cristiani siriani e degli sfollati.
La ricostruzione di chiese distrutte, infrastrutture e abitazioni è necessario, e la Chiesa Ortodossa Russa contribuirà in ogni maniera possibile.»

Così si è espresso giovedì scorso il patriarca Kirill al Consiglio dei Vescovi di Mosca.

La guerra civile siriana è costata molte vite e in passato il patriarca segnalò le persecuzioni che i cristiani hanno subito nei territori occupati dall’isis e altre formazioni jihadiste, in cui perse la vita anche il Ministro della Difesa siriano (di fede ortodossa). Inoltre molti monasteri e chiese sono stati distrutti, come il monastero di Mar Taqla a Maaloula – luogo dove i locali parlano ancora l’aramaico, l’antica lingua parlata da Gesù.

Il patriarca intende assicurare il futuro delle antiche comunità cristiane che trovavano ampio spazio e libertà di espressione nella Siria laica del presidente Bashar al-Assad, ma che in seguito alle razzie dei terroristi islamisti, sovvenzionati dai nemici del paese, rischiano di subire ostracismo da parte dei loro nemici nei processi di stabilizzazione della pace e dell’ordine nella Siria liberata dalla minaccia del fondamentalismo.

di Federico Conti

Commenti