Alle parole tra il Ministro della Difesa Russo Shoigu e il il vice presidente della commissione militare Centrale della Repubblica Popolare Cinese Zhang Iusia seguono subito i fatti nel campo della cooperazione militare. Sono partiti gli Aerospace Security 2017 una serie di esercitazioni congiunte russo-cinesi di difesa aerea.

Si tratta della seconda edizione di queste esercitazioni. La novità quest’anno, come informa il Ministero della Difesa Russo, è stata l’introduzione di un posto di comando russo-cinese nel centro di ricerca della difesa area e missilistica dell’Accademia Dell’Esercito Di Liberazione del Popolo della Cina a Pechino. Sono coinvolte truppe ai livelli operativi e tattici e il Ministero della Difesa della Cina ha aggiunto che gli eserciti russo e cinese svolgeranno un’esercitazione antimissilistica congiunta, basata su simulazioni al computer dall’11 al 16 Dicembre.
Sempre secondo il Ministero della Difesa Cinese si tratta di una esercitazione pensata per aiutare i due Paesi ad essere preparati in caso di un attacco a sorpresa da parte di un Paese terzo.
Wu Quian portavoce del MdD della Repubblica Popolare Cinese ha poi dichiarato che l’esercitazione non è diretta contro nessun terzo Paese. Si tratta di una dichiarazione pro forma. Ma gli osservatori guardano sempre con più attenzione i due giganti d’(Eur)Asia e il loro ruolo nella definizione del sistema internazionale. Dmitri Trenin è uno di questi, nel suo libro Dovremmo avere paura della Russia? ha definito che l’emergente partnership Russo-Cinese debba essere descritta come un’intesa.

 

«Il coordinamento strategico tra Mosca e Pechino rimarrà abbastanza rilassato, ma nel più generale schema delle questioni che riguardano l’ordine mondiale, Mosca e Pechino staranno dalla stessa parte»

 

Un’analisi che alla riprova dei fatti risulta quasi banale, se pensiamo all’ovvietà di determinate questioni che accomunano i due imperi. Sia i Russi che i Cinesi infatti mal sopportano il dominio americano sul cosiddetto ordine mondiale regolamentato di ispirazione neoliberale. Entrambi hanno poi ambizioni che vengono ostacolate da Washington. È ragionevole quindi pensare che sebbene non su tutte le questioni vi sia una perfetta convergenza, comunque nello schema generale delle questioni riguardanti l’ordine mondiale, la cooperazione è fondamentale per entrambi.
Trenin però precisa che

«la Grande Eurasia che stanno costruendo non sarà diretta da un solo centro, ma la loro intesa continentale sarà essenzialmente diretta a limitare il dominio USA ai limiti del continente e nel mondo».

Più gli Stati Uniti metteranno sotto pressione la Russia e la Cina sulle varie questioni relative alle loro singole relazioni con Washington e più Mosca e Pechino si muoveranno verso una cooperazione diretta al bilanciamento degli USA.
Tutto si riconduce alla questione dell’equilibrio di potere internazionale. Un suo raggiungimento condiviso e la costruzione di un ordine internazionale basato su di esso potrebbe essere la ricetta per una società internazionale più pacifica. Ma vi è la volontà politica per realizzarlo a Washington o dovrà essere la corsa agli armamenti a creare nuove condizioni strutturali?

 

di German Carboni

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