L’Egitto vola dritto verso l’energia nucleare. La realizzazione di una centrale nucleare a Dabaa, sarà la prima del nord Africa, dopo i due reattori sudafricani. Durante la visita del presidente russo Vladimir Putin nella capitale egiziana, sono stati firmati contratti per la piena realizzazione del progetto lanciato nel 2015, che prevede la costruzione del primo dei quattro reattori già entro il 2022.  La centrale sorgerà sulla costa, a circa 170 km a ovest di Alessandria, proprio sul sito di un reattore di ricerca costruito dai sovietici durante gli anni ’50 del secolo scorso. Si tratta di un «accordo record nella storia dell’industria nucleare», ha sottolineato Alexei Likhachev, il direttore di Rosatom, l’impresa statale russa che costruirà l’impianto entro nell’arco di una decina di anni. L’accordo è stato siglato dai rispettivi ministri alla presenza di Putin e del presidente egiziano Abdel Fattah Al Sisi.

Se si escludono i due reattori sudafricani «Koeberg» a Duynefontein, in Africa non se contano altri, e non vi sono nemmeno progetti di realizzazione. Si parla di piani di sviluppo, ma non vincolanti come quelli egiziani, che vedrebbero protagonisti Paesi quali: Nigeria, Kenya, Marocco e Algeria, come riporta il sito della World nuclear association.

Secondo Vladimir Putin,  a Dabaa verrà installata «la tecnologia più moderna e sicura» con riferimento indiretto ai reattori di «Generation 3+», quella nata dopo il disastro di Fukushima.  Rosatom gestirà l’impianto da oltre 5 gigawatt per sessant’anni, investendo tra i 21 e i 27 miliardi di dollari. Grazie alle ottime relazioni geostrategiche tra Egitto e Russia, quest’ultima agevola il finanziamento con tassi dell’80-85%.

Di Valentino Quintana

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