È recente la notizia l’assoluzione di Maurizio Belpietro, ex-direttore di Libero: una ben triste conclusione al processo che lo vedeva al centro delle accuse per il titolo-scandalo «Bastardi islamici», sbattuto in prima pagina il giorno seguente agli attentati di Parigi del 13 Novembre 2015. Se già allora in molti (da tutte le aree politiche, è bene tenerlo a mente) si levarono contro questa scellerata accusa al mondo musulmano, il fatto che oggi Belpietro sia stato assolto fa provare addirittura vergogna.

E non basta che la difesa ricorra alla grammatica per scagionare il giornalista. Il danno è soprattutto culturale. È probabile, infatti, che leggendo il titolo incriminato, più che pensare ad aggettivi e sostantivi, ci si concentri sull’effettivo messaggio passato: che, cioè, l’intero mondo musulmano, dal Marocco al Pakistan, sia un concentrato di criminali, dittatori e terroristi. Per dirla come Belpietro, che siano tutti dei “bastardi”.

Si fa, in tal modo, una pesante disinformazione: molti paesi a maggioranza musulmana, come la Siria, l’Iraq, o il “malefico” Iran, sono quelli che hanno pagato il più grande prezzo di sangue e risorse nella terribile guerra contro i fondamentalisti dell’ISIS. Fortunatamente, sono moltissimi i gruppi paramilitari intervenuti direttamente contro il califfato e associati. Degli esempi: il “Partito di Dio”, Hezbollah, che al fianco delle truppe governative ha avuto modo di rivelarsi fondamentale in molti attimi concitati del conflitto, ma anche il Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina, e gli Huthi dallo Yemen. Tutto questo, mentre il mondo occidentale (similmente a Libero) faceva finta di nulla, e anzi accusava direttamente i “pericolosi terroristi” sciiti, diretta minaccia per Israele e Arabia Saudita.

Non si creda che l’Italia esca indenne dal pesante danno culturale che l’islamofobia, incarnata in questo caso dal titolo di Libero, arreca al mondo culturale e non. Il nostro Paese, infatti, vanta una fruttuosa collaborazione con i paesi musulmani, come la Libia di Gheddafi. E anche oggi, avrebbe tutto da guadagnare dall’amicizia con la Siria, come con l’Iran, che diventerà sempre di più una potenza egemone nel territorio medio-orientale. Ma è impossibile impostare dei rapporti di questo tipo (o anche solo concepirli), se il mondo della grande informazione rema in direzione opposta, mostrandoci il più delle volte un’immagine distorta dei nostri vicini orientali, fatta semplicemente di bianco e di nero. La realtà, che piaccia o meno, non è questa, ed è bene farne tesoro.

È dovere di chiunque contrastare, dunque, qualsiasi narrazione falsa e tendenziosa dei rapporti, non certo floridi, tra l’Occidente e l’Islam. In tal senso, è fondamentale la comprensione delle logiche di stampo geopolitiche che animano il mondo musulmano.

Di Giuseppe Cammarano

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